Don Ciotti tra gli studenti del Vico

29 Ottobre 2016

Il fondatore di Libera: la parola legalità usata pure da chi la calpesta

SULMONA. «La parola legalità è un termine usato da troppi, anche da chi la calpesta».

Suonano come un monito le parole di don Luigi Ciotti, sacerdote fondatore di Libera (coordinamento di associazioni antimafia), pronunciate al teatro comunale Caniglia nel mezzo della bufera giudiziaria che ha travolto il Comune, con 46 dipendenti su 102 accusati di assenteismo. L’appuntamento rientra nelle giornate della legalità organizzate dal polo umanistico Vico. Il prete impegnato in prima persona contro la criminalità organizzata ha voluto mantenere la promessa fatta nel maggio scorso agli studenti, tornando in città e partecipando al corteo dei 100 passi dalla scuola al teatro.

«I ragazzi non cercano adulti perfetti, ma gente che abbia sincerità e passione», ha detto don Ciotti dal palco. Nel suo giro in Centro Abruzzo, don Ciotti ha fatto visita anche a Casa Gaia di Cansano, la comunità per minori. (f.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA