Don Filiberto: guideremo gli stranieri nell’inserimento

15 Novembre 2016

SULMONA. È don Filiberto il responsabile dello sportello migranti, aperto nella sede della Caritas ogni mercoledì dalle 9.30 alle 12.30. Il parroco di Pacentro e della frazione Marane, 44 anni, è...

SULMONA. È don Filiberto il responsabile dello sportello migranti, aperto nella sede della Caritas ogni mercoledì dalle 9.30 alle 12.30. Il parroco di Pacentro e della frazione Marane, 44 anni, è originario della Guinea equatoriale, un paese dell’Africa centrale. Madrelingua spagnolo, don Filiberto Eni Mba’nchama parla anche italiano e francese e si arrangia con l’inglese, ma è pronto a chiedere aiuto per le altre lingue.

Come è nata l’idea di uno sportello per i migranti?

«Perché nella nostra diocesi ci sono 5mila stranieri, che sono integrati, la gran parte sono romeni e macedoni, ma anche colombiani. Poi ci sono circa 300 profughi, scappati dai loro paesi di origine che non hanno nulla e che non sanno proprio cosa fare e a chi chiedere un aiuto».

Quale sarà l’obiettivo dello sportello?

«Guideremo soprattutto gli stranieri nel difficile percorso dell’ottenimento dei documenti, indirizzandoli agli uffici competenti e non lasciandoli soli nel delicato cammino che all’inizio può vederli clandestini. La gran parte di loro viene da esperienze di dolore e sofferenza e quindi ha spesso paura anche dei rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni. Perciò noi vogliamo guidarli al meglio, facendogli tornare la fiducia in loro stessi e negli enti preposti».

Molti di loro non saranno di fede cattolica giusto?

«Noi non facciamo differenze di religione, la nostra vuole essere una porta amica aperta per chi ha reale bisogno, senza fare distinzioni di sorta».

Quali sono le principali richieste?

«Oltre ai documenti, ci chiedono un aiuto per trovare un lavoro o per ricongiungersi coi loro cari sparsi in Italia e in Europa, ma anche un posto dove andare. Certo, noi come Caritas, non possiamo dare loro soldi, ma ci limitiamo a fornirgli un pasto caldo ogni giorno. Per gli alloggi, poi, ci sono gli enti preposti». (f.p.)

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