Don Max torna all’Aquila, aiuterà Petrocchi

Il prete di Navelli rimasto ferito da una pistola trasferito al San Salvatore: dopo starà vicino al cardinale
L’AQUILA. La visita in ospedale a Teramo, del 2 novembre scorso, non è stata fine a se stessa. Nel faccia a faccia tra don Massimiliano De Simone e il suo vescovo, il cardinale Giuseppe Petrocchi, la promessa di riprendere il cammino insieme. Detto, fatto. Ora che l’ex parroco di Navelli sta meglio – tanto da essere trasferito dall’ospedale Mazzini di Teramo al San Salvatore dell’Aquila, per completare il suo percorso di piena e completa guarigione – si apprende che, per il momento, il sacerdote non farà ritorno nella sua abitazione di Navelli. Il cardinale arcivescovo ha infatti espresso la volontà, a lui già comunicata, di affiancarlo in prima persona non appena verrà dimesso dall’ospedale. Anche la comunità di Navelli lo attende per riabbracciarlo, ma i primi passi, quando si sarà pienamente ristabilito, li muoverà insieme al presule.
Don Massimiliano De Simone – sacerdote di 52 anni, ex cappellano del carcere e direttore della Caritas diocesana, ora in quiescenza per comprovati motivi di salute – era rimasto ferito a causa di un colpo di pistola ed era stato trovato insanguinato nel boschetto Santucci di Navelli (paese di cui è stato parroco). Nel reparto di Chirurgia toracica dell’ospedale Mazzini di Teramo è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’addome. Il cardinale, fin dai primi momenti, si era detto «addolorato e sconvolto», assicurando la sua preghiera e la «vicinanza paterna». Anche se era stato dispensato dalla responsabilità di una parrocchia, il sacerdote continuava a celebrare la messa collaborando, nei limiti del possibile, con gli altri confratelli.

