Don Piccoli, prima udienza per omicidio

Domani inizia il processo in corte d’Assise a Trieste all’ex parroco di Pizzoli accusato di avere ucciso un religioso di 92 anni
L’AQUILA. Prende il via domani, a Trieste, con la prima udienza, il processo che vede imputato l’ex parroco di Pizzoli, monsignor Paolo Piccoli, 52 anni, accusato di avere strangolato un sacerdote di 92 anni, Giuseppe Rocco, trovato morto nella sua camera nel seminario di Trieste, nella Casa del clero, il 25 aprile 2014.
Nel processo davanti alla corte d’Assise di Trieste, l’ex parroco di Pizzoli – ancora incardinato nella diocesi dell’Aquila, ma a riposo – sarà difeso dall’avvocato aquilano Vincenzo Calderoni, coadiuvato dal collega di Pordenone Stefano Cesco. Saranno il presidente della Corte e il magistrato a latere, insieme a sei giudici popolari, a giudicare in primo grado monsignor Piccoli che, secondo l’accusa, la notte del 25 aprile 2014, avrebbe strangolato il religioso 92enne.
Il movente, sempre secondo l’accusa, sarebbe da ricercare nel furto di oggetti sacri commesso da don Piccoli. Inoltre, sempre secondo l’impianto accusatorio, a portare l’ex parroco di Pizzoli davanti ai giudici della Corte d’Assise di Trieste sarebbero due prove: alcune tracce di sangue riscontrate sulle lenzuola del letto dell’anziano sacerdote e una tac, che avrebbe rivelato la morte per atto violento.
Un impianto accusatorio respinto su tutti i fronti dalla difesa di don Piccoli, gli avvocati Calderoni e Cesco, secondo i quali quando sono state eseguite le perizie don Piccoli – che ha amministrato l’estrema unzione all’anziano sacerdote e per questo ci sarebbero tracce ematiche sul lenzuolo – non era entrato neppure nell’inchiesta, ma solo in un secondo tempo e solo perché era vicino di stanza del 92enne. E inoltre don Piccoli non è stato ascoltato e non ha avuto quindi la possibilità di contrastare le perizie. L’accusa si basa anche sulle illazioni delle perpetua dell’anziano, di aver rubato oggetti sacri, compresa una catenina, di cui non si però non si ha nessun traccia e, inoltre, di nessun valore. Circostanze che dimostrerebbero l’assoluta mancanza di un movente.
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