Don Silvano, ai poveri le casette dopo la mensa

Il parroco della Santissima Trinità a Balsorano adotta dal Comune una struttura antisismica del 1915 per ospitare un senzatetto. Il contributo del sindaco Buffone
BALSORANO. «Uscite dall'ombra dei campanili e andate in mezzo alla gente». Queste parole, rivolte ai sacerdoti da Papa Francesco, devono avere colpito profondamente don Silvano Casciotti, parroco della Santissima Trinità, a Balsorano. Tanto da porre al centro della propria missione sacerdotale «gli ultimi». Sull'esempio di un altro grande sacerdote marsicano, il compianto don Antonio Sciarra, che prima di partire missionario per l'Africa aveva fatto della parrocchia di Santa Lucia di Magliano dei Marsi, la casa degli emarginati. Chiunque si fosse trovato in difficoltà poteva andare a bussare: avrebbe trovato un pasto caldo e un letto per dormire. Erano gli anni Settanta.
A seguirne le orme è ora un giovane sacerdote di Balsorano. Prima ha deciso di istituire all'interno della parrocchia una mensa, per assicurare tutti i giorni un pasto caldo alle persone indigenti. E mentre fervono i lavori di ristrutturazione dei locali per rendere operativa la struttura entro febbraio, don Silvano si è posto anche il problema dei senzatetto. Facendosi un giro per il paese ha notato che alcune casette antisismiche – alle quali dai vecchi assegnatari, nel tempo, sono state apportate delle migliorie – sono ancora abitabili. Ha pensato così che avrebbero potuto ospitare dei senza tetto. Serviva però che l'amministrazione desse l'autorizzazione, essendo le casette di proprietà del Comune. La giunta, guidata da Antonella Buffone, così come era avvenuto per la mensa Caritas, ha apprezzato l'iniziativa e ha deliberato di dare in concessione una baracca di via Venezia. Per la mensa il Comune aveva concesso alla parrocchia un contributo economico di 850 euro, affinché potesse far fronte alle spese, che si aggirano sui 6.000 euro. Per la sistemazione invece della casetta asismica, ad accollarsi interamente le spese sarà la parrocchia, che potrà contare anche sul contributo dei fedeli. Una volta rimessa a posto, la casetta ospiterà una persona che vive attualmente in un tugurio senza acqua e senza gas. L'intenzione di don Silvano è di trovare una sistemazione dignitosa ad altre persone in condizioni di emergenza abitativa, utilizzando le casette ancora in buone condizioni.
«Non c'è solo il problema degli immigrati», rileva don Silvano, «conosco persone che vivono in condizioni di estrema povertà. Non possiamo girarci dall'altra parte. La Chiesa può fare molto per queste persone. Anche sensibilizzando i fedeli. L'aiuto e la generosità che i miei parrocchiani stanno danno per portare avanti queste due iniziative, lo stanno a dimostrare. La Chiesa ha bisogno di testimoni più che di predicatori: ha ragione Papa Francesco».
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