Don William: perdono e li ringrazio questi teppisti ci aiutano a riflettere

4 Luglio 2021

Il sacerdote colombiano dal 1997 è al servizio della comunità nel paese del Parco nazionale d’Abruzzo: «Le mie prediche? La parola del Signore invita a osservare i valori, qualcuno va nella direzione sbagliata»

CIVITELLA ALFEDENA. «Sono cose prevedibili perché la situazione, non solo qua ma un po’ dappertutto, sta andando in una direzione sbagliata: c’è troppo permissivismo e alcuni giovani, per fortuna una minoranza, sono allo sbando. Ma sono contento che sia accaduto a me, perché questo fatto ci offre uno spunto per riflettere». Don William Torres, parroco di Civitella Alfedena, parla di quanto accaduto e «ringrazia» i teppisti che venerdì mattina gli hanno fatto ritrovare l’auto danneggiata a colpi di spranga e la porta del garage della canonica annerita dal fuoco innescato da un incendio.
«Cosa dire agli autori di questo gesto? Li ringrazio per averlo fatto a me, perché mi sarebbe dispiaciuto vedere colpite altre persone», sottolinea il sacerdote, parroco colombiano del paese del Parco nazionale d’Abruzzo dal 1997.
«Li ringrazio e da sacerdote li perdonerei», aggiunge don William Torres, «perché un fatto del genere ci dà lo spunto per fermarci, per riflettere e per prendere provvedimenti, tutti. Perché non si può fare finta di non vedere. In questo momento c’è in me una miscela di emozioni particolare: dal punto di vista umano dispiace, ma analizzando l’accaduto con occhi della fede vedo questo fatto come un segno, una lezione a non deviare oltre. Quando si annebbia la mente ci si aspetta questo ed altro. Adesso riflettiamo».
Su quanto accaduto a Civitella Alfedena sono in corso indagini dei carabinieri. Diverse le persone già ascoltate. Al momento, la pista più plausibile è quella della vendetta nei confronti di un parroco che ha richiamato alcuni abitanti del posto a comportamenti più corretti. Ma altre ipotesi non si escludono a priori. La vettura danneggiata – il parabrezza anteriore è stato distrutto – si trovava parcheggiata nel piazzale antistante la casa parrocchiale.
«Mi sono accorto di quanto accaduto solo al mattino presto quando sono andato ad aprire la chiesa», riprende il sacerdote, «e per prima cosa ho chiamato i carabinieri. Mi dispiace molto per questo paese, perché non merita una pubblicità tanto negativa. Le mie prediche? Sono state dette e scritte cose sbagliate. Ho solamente offerto la parola del Signore, invitando all’osservanza e al rispetto di certi valori, ma senza fare riferimento ad alcuno in particolare, mai mi permetterei di giudicare o di dare lezioni. Senza fare di tutta l’erba un fascio, ribadisco che certi valori si stanno perdendo». Il sacerdote ha ricevuto numerosissimi attestati di solidarietà. «Mi ha chiamato vescovo e anche lui mi ha espresso la solidarietà, così come hanno fatto tanti confratelli sacerdoti, sindaci del posto, la popolazione in generale e alcuni turisti che frequentano il paese», conclude don William, «sono molto legato a Civitella Alfedena, qui da poco ho festeggiato i 25 anni di sacerdozio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA