donazioni: altri sprechi del post terremoto

21 Giugno 2019

C’è un’altra opera che va aggiunta alla lista delle strutture donate dopo il terremoto al Comune dell’Aquila e rimaste incompiute o inutilizzate. La lista cosiddetta degli “sprechi”. È il Centro...

C’è un’altra opera che va aggiunta alla lista delle strutture donate dopo il terremoto al Comune dell’Aquila e rimaste incompiute o inutilizzate. La lista cosiddetta degli “sprechi”. È il Centro universitario polifunzionale di via Saragat (nella foto), nel Nucleo industriale di Pile. Un edificio costato 1,9 milioni di euro, realizzato grazie all’intervento economico del governo di Israele e di altri donatori, tra cui l’Associazione dipendenti del ministero degli Affari esteri, la Banca Popolare di Sondrio, il comune di Campione d’Italia, Coca-Cola Italia, Sky Italia, l’Università Bocconi e, ultima ma non ultima, l’Adsu L’Aquila, l’Azienda per il diritto agli studi universitari. Inaugurato nel settembre 2011, il Centro è stato gestito, per qualche anno, proprio dall’Adsu, che lo ha utilizzato come mensa e sala studio fin tanto che la vicina ex Optimes ha ospitato le aule delle facoltà di Ingegneria e Economia. Da quando l’università è andata via, però, la struttura, di proprietà del Comune, è chiusa. Parliamo di un manufatto che si estende su una superficie di circa 900 mq, munito di un locale mensa per 220 persone e di una sala multimediale, costruito con materiali e criteri antisismici. All’interno, ospitava anche un’aula dedicata a Hussein Hamade, studente arabo-israeliano morto la notte del terremoto. Fu proprio per onorare la sua memoria che lo Stato di Israele fece una donazione per contribuire ai lavori. Quando il centro fu inaugurato, al taglio del nastro vollero essere presenti anche la madre di Hussein e l’ambasciatore israeliano in Italia. Quando, in seguito ai terremoti del 2016-2017, il Cotugno venne chiuso perché si scoprì che aveva inidici di vulnerabilità troppo bassi, i genitori degli alunni dell'istituto proposero di usare l'edificio come sede scolastica alternativa. Ma non se ne fece niente. (r.c.)