Donazioni in memoria di Simone

La famiglia del 22enne morto chiede aiuti per l’Istituto tumori
SULMONA. Non fiori, ma solo donazioni per l’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma. Continua a pensare agli altri anche dopo la morte Simone Lotito, il 22enne strappato alla vita da una malattia. «Non chiediamo fiori, ma opere di bene per l’Istituto Regina Elena di Roma», dicono i familiari del giovane, che ringraziano il reparto di rianimazione dell’ospedale di Sulmona, diretto da Vincenzo Pace, per «aver trattato Simone come un figlio».
«È stato un ragazzo che ha combattuto fino alla fine», ricorda il papà Franco, «ha donato anche una gamba in passato, dopo la delicata operazione che ha dovuto subire. Ci fa piacere ora di poter aiutare altri ragazzi o altre persone in difficoltà. Per questo nel necrologio abbiamo chiesto opere in favore dell’Istituto romano». La salma è nella casa funeraria di Popoli e i funerali si tengono oggi alle 11 nella chiesa di San Giovanni da Capestrano, a Torrone, dove Simone ha vissuto per i suoi 22 anni, attorniato dai genitori Franco e Luana e dai fratelli Fabio, Arianna e Tiziana, oltre che dai tanti amici che gli hanno tenuto la mano fino alla fine. Dolore e sconforto permeano la città e i social. (f.p.)
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