Donna azzannata, feriti anche i due figli

Fossa, si tratta di bambini tra gli 8 e i 12 anni. Indagini di Procura e Asl alla ricerca dei cani randagi
FOSSA. È più grave di quanto ipotizzato in un primo momento il bilancio dell’aggressione di alcuni cani randagi avvenuta nella tarda mattinata di martedì al confine tra il comune di Fossa e quello di Sant’Eusanio Forconese.
A essere ricoverata in ospedale, con prognosi di trenta giorni, non è stata solo una giovane donna, ma anche uno dei suoi figli che sembrava fosse uscito illeso. Inoltre, secondo quanto si apprende da fonti sanitarie, non solo questo bambino ha avuto ugualmente una prognosi di ben trenta giorni per via della furia degli animali, ma è stato curato in ospedale anche un altro figlio della donna con una prognosi, per fortuna, di una decina di giorni. Nella prima ricostruzione di quanto accaduto non si aveva notizia del coinvolgimento del secondo minorenne, anche se si è sempre escluso che ci fossero situazioni di estrema gravità nonostante morsi in più parti del corpo e punti di sutura applicati cui segue la ben nota profilassi antirabbica.
Si tratta di bambini che, oltre alle ferite, hanno inevitabilmente subìto un ulteriore choc, visto che hanno un’età compresa tra gli 8 e i 12 anni. La sostanza è che tutti hanno ricevuto dei morsi dai cani e solo per delle circostanze fortunate non ci sono state conseguenze ben peggiori.
Le indagini sembrano vicine all’individuazione degli animali anche per via del fatto che la magistratura appare molto decisa a fare chiarezza su questi e altri casi similari.
La ricostruzione della vicenda è ancora confusa, ma i tratti salienti sono delineati: sembra che la donna si sia avvicinata con i bambini a un campo sportivo dove si trovavano, in un recinto, dei cani padronali. La giovane donna sembra che volesse portare da mangiare a quei cani padronali. Ma a quel punto i randagi, forse perché affamati, hanno azzannato le loro vittime e solo il coraggio della donna, che ha protetto i piccoli, ha evitato il dramma.
L’allarme è stato immediato: la giovane signora e i piccoli sono stati portati con mezzi privati al pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore. Per fare presto, insomma, si è deciso di non aspettare l’arrivo dell’ambulanza del 118.
Quanto avvenuto ha destato preoccupazione nel paese che ha seguito l’evolversi dei fatti insieme al sindaco Fabrizio Boccabella.
Una vicenda, questa, attenzionata fin da subito anche dall’Asl per quanto di competenza.
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