Donna chiede i danni alla Curia

7 Dicembre 2014

Giovane marocchina vuole 50mila euro per le molestie del parroco

AVEZZANO. Un risarcimento di 50mila euro da parte della Curia nei confronti di una ragazza straniera vittima di molestie da parte dell'ex parroco di Trasacco, don Duilio Testa. Ad avanzare la richiesta è stato il legale Cesidio Di Salvatore, che assiste la giovane marocchina. La ragazza madre, contrariamente al processo penale in cui non si è costituita parte civile, ha chiesto un risarcimento danni soltanto contro il parroco don Duilio Testa. Dagli accertamenti patrimoniali eseguiti, però, è emerso che il parroco è nullatenente e quindi anche in caso di una sentenza di condanna favorevole non potrà ottenere nulla a titolo risarcitorio. La ragazza, tramite il suo avvocato, aveva anche inviato una lettera al pontefice, ma non c’è stata risposta. «Stando così le cose e considerato che non ha avuto alcun esito anche la supplica inviata al Papa», afferma Di Salvatore, "non resta altra soluzione che coinvolgere la diocesi». Secondo il legale, oltre a quella di don Duilio, ci sarebbe anche «la responsabilità del vescovo del Marsi Pietro Santoro e dell’arcivescovo dell'Aquila Giuseppe Petrocchi per i quali operava il sacerdote e in virtù della speciale relazione gerarchica tra il vescovo e i suoi sacerdoti». La ragazza straniera chiede un risarcimento per danni morali e materiali di 50mila euro, oltre alle spese legali entro sette giorni. In caso contrario il difensore incaricato procederà nei confronti della diocesi. Nel processo, don Duilio, 84 anni, originario di Castellafiume, ha patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione. Attualmente è parroco a Pescocanale. Secondo la difesa, il sacerdote, 40 anni fa, fu colpito da impotenza a causa dei contagi della malaria e delle situazioni climatiche estreme che fu costretto a vivere in Congo, dove era missionario. (p.g.)

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