Donna passa 7 ore al pronto soccorso

25 Agosto 2017

L’accusa: consulenza in ritardo. L’Asl: «Non era un caso da trattare con urgenza»

L’AQUILA . Donna passa sette ore al pronto soccorso, dov’era andata, col marito, per un persistente mal di testa. Le prime cure, il miglioramento. Poi l’attesa di una consulenza neurologica per le dimissioni. Un’odissea iniziata alle 9,30 e finita quasi alle 17. Tanto da mandare su tutte le furie il marito, che ha telefonato al reparto chiedendo di poter parlare con un medico senza ottenere risposta «perché le telefonate esterne non possono essere passate se non in due fasce orarie».
L’uomo si è rivolto al Centro per raccontare la storia. E l’Asl ha detto la sua, allargando ad altri casi. «L’utente, affetta da una patologia cronica, non avrebbe dovuto rivolgersi al pronto soccorso dove, come noto, si va per problemi urgenti», sostiene il manager Rinaldo Tordera (foto). «Il caso, proprio perché non grave, è stato classificato come codice verde e, dopo la prima assistenza in pronto soccorso, è stata richiesta una consulenza a Neurologia. Questo reparto, nel frattempo, ha dovuto fronteggiare diversi casi urgenti e, dopo aver dato priorità alle situazioni gravi, si è occupato della patologia cronica della donna».
La ricostruzione del manager prosegue, fino a bacchettare gli stessi utenti. «La paziente, attorno alle 16, è stata visitata dal neurologo che le ha semplicemente ricalibrato la terapia già seguita. Il fatto che i familiari, nell’attesa, abbiano telefonato al reparto per sollecitare la prestazione è fuori luogo perché, per ovvi motivi, la consulenza dev’essere richiesta dai medici del pronto soccorso, cosa puntualmente avvenuta, e non dal paziente. Il caso, purtroppo, ripropone la necessità di sensibilizzare l’utenza, anche col supporto dei medici di base, a un uso corretto del pronto soccorso». Tordera conclude: «Gli accessi inappropriati spiegano, in larga misura, perché al pronto soccorso vi siano ingorghi e perché si parli spesso, impropriamente, di malasanità. Per scoraggiare l’afflusso dei casi non gravi abbiamo rafforzato i controlli per verificare il pagamento del ticket di tutti i codici verdi e bianchi, la stragrande maggioranza degli accessi».(e.n.)
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