Donna sfrattata, sit-in al tribunale

Protesta contro lo sgombero della palazzina: si oppone ai lavori del Superbonus
SULMONA. Si è sistemata su una coperta con le sue poche cose davanti all’ingresso del tribunale in segno di protesta contro il magistrato che l’ha costretta a lasciare la sua casa. Si tratta di un’inquilina della palazzina di via Avezzano che ieri ha dovuto abbandonare la sua abitazione, in esecuzione di un’ordinanza giudiziaria di sgombero, per consentire l’avvio dei lavori per il Superbonus. La donna, al momento dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario e delle forze dell’ordine, non ha fatto opposizione, limitandosi ad esprimere tutta la sua rabbia contro la decisione del tribunale. Nei mesi scorsi le era stato proposto un alloggio alternativo, offerta che però ha rifiutato. Ma l’assemblea di condominio ha deciso di procedere ai lavori nella palazzina che, dopo i sondaggi geotermici, è risultata inagibile e pericolosa per l’incolumità degli occupanti. La stessa inquilina aveva approvato i lavori. Ma successivamente è tornata sulla sua decisione, dicendosi contraria ad abbandonare l’abitazione per motivi gravi di salute. Il giudice ha respinto il ricorso della donna, fissando l’udienza di merito a luglio prossimo ed emettendo l'ordinanza di sgombero ieri eseguita. «Dormirò per strada, non voglio dipendere da nessuno, né voglio la carità delle persone o essere compatita» ha detto la donna andando via dall’abitazione per sistemarsi fuori da quel tribunale che, a suo dire, è causa di tutti i suoi problemi.
«Per martedì prossimo abbiamo convocato un’assemblea straordinaria sulla vicenda», dice l’amministratore del condominio Ermanno D’Artista, «a questo punto siamo pronti per sottoscrivere gli atti formali per le operazioni di demolizione della palazzina. Ci dispiace per la situazione che si è venuta a creare con la signora, ma la situazione dell’edificio era troppo pericolosa per far finta di nulla». (c.l.)
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