Donnarumma a Canistro dimentica Pescara
Serata in casa dell’amico Vittorio Coco dopo la papera col suo Milan. Assalto dei tifosi e foto ricordo
CANISTRO. Quando si parla di tifosi viene subito da pensare alla Juventus, perché in Italia i più numerosi sono proprio quelli della Vecchia signora. Ma a Canistro la maggioranza è rappresentata dai milanisti che fino a qualche tempo fa avevano anche un club intitolato a Franco Baresi. E quando si muovono, i fan rossoneri sanno fare le cose in grande, esattamente come ha fatto domenica sera Vittorio Coco, che abita a Canistro ma che lavora come amministratore per alcune società del Casertano e che da diverso tempo, tramite il vice presidente della Casertana, Claudio Loffredo, è diventato amico della famiglia del portiere del Milan, Gianluigi (Gigio) Donnarumma. E sì, proprio il numero 1 rossonero che domenica ha giocato a Pescara. Occasione più unica che rara per invitarlo a casa sua: Vittorio Coco non se l’è lasciata sfuggire.
«Alfonso, il papà di Gigio, è mio amico e tempo addietro sono riuscito a strappargli la promessa che quando il Milan fosse andato a giocare a Pescara avremmo potuto incontrarci proprio da me a Canistro», afferma Coco.
Detto e fatto. Nel breve volgere di alcuni minuti, la notizia ha fatto il giro del paese e all’arrivo di Gigio si era già radunata una folla. Con un pizzico di orgoglio Vittorio Coco racconta la serata: «All’inizio, gli amici del paese pensavano a un pesce d’aprile in ritardo, ma è bastato poco per verificare che era tutto vero e in un lampo la mia casa si è riempita di gente».
Poi Coco parla della breve serata in compagnia del portiere. «Era parecchio contrariato per via del rocambolesco autogol subìto a Pescara, ma vi assicuro che è un ragazzo di una semplicità estrema, senza grilli per la testa e di pochissime parole; ha appena compiuto 18 anni, però ragiona come un veterano e mi ha detto che spera di rimanere al Milan, perché lui di questa squadra è sempre stato tifoso e l’aver indossato quella maglia è stato come il realizzarsi di un sogno». La tavola era imbandita come si usa in Abruzzo nelle grandi occasioni, ma Gigio ha mangiato quel poco che la sua vita da atleta gli permette e, dopo aver posato per le immancabili foto ricordo, intorno alle 21 è ripartito per Castellammare di Stabia in compagnia di suo padre.
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