Donne derubate al cimitero, furti seriali

16 Settembre 2020

Borse e altri oggetti spariti, automobili danneggiate: fioccano le denunce alle forze dell’ordine per il ripetersi degli episodi 

L’AQUILA. Dapprima furono le tracce di rapporti sessuali consumati a poca distanza dalle tombe. Poi la sparizione di vasi e grondaie di rame dalle cappelle. Infine, negli ultimi giorni, è la volta dei furti di borse e altri oggetti. E delle automobili danneggiate.
Ancora una volta il cimitero monumentale al centro della cronaca nera per alcuni episodi – che stanno assumendo, da qualche tempo, il carattere della serialità – che sono stati portati all’attenzione delle forze dell’ordine con denunce circostanziate. Non si tratta, insomma, di un sentito dire né del solito passaparola. E gli investigatori, in base alle indicazioni fornite dai cittadini, sono al lavoro per infrenare i reati di natura predatoria, per di più commessi all’interno di un luogo sacro.
Le vittime preferite dei banditi sono le donne, spesso anziane e sole, che vanno a visitare i loro cari defunti. Secondo quanto denunciato da chi ha subìto i furti, bastano anche pochi minuti per veder sparire dall’auto lasciata in sosta alcune borse, occultate sotto i sedili oppure nel portabagagli. Il tempo di lasciare dei fiori, oppure di accendere un lumino, è sufficiente a mettere a segno i colpi da parte dei malintenzionati. Tra gli oggetti rubati ci sono, oltre alle borse e ai portafogli, anche alcuni oggetti di elettronica trovati nelle auto e portati via. Il cimitero, molto esteso e dotato di più ingressi, anche distanti l’uno dall’altro, è un luogo difficile da controllare 24 ore al giorno. Il problema della sorveglianza e della sicurezza all’interno del camposanto monumentale, più volte affrontato, sembra ora essere sparito dall’agenda. I cittadini chiedono maggiore sicurezza e anche l’installazione di telecamere agli ingressi principali, al fine di scoraggiare chi visita il cimitero con cattive intenzioni.
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