Dopo la rissa in piazza locali chiusi alle 2

25 Ottobre 2019

Tagliacozzo, vertice in prefettura. Il provvedimento del sindaco in vigore dal primo novembre

TAGLIACOZZO. Chiusura dei locali alle 2 e un vertice in prefettura. Sono le novità conseguenti alla violenta rissa avvenuta in piazza dell’Obelisco a Tagliacozzo la notte tra il 12 e 13 ottobre.
Alla riunione, chiesta dal sindaco Vincenzo Giovagnorio, hanno partecipato le autorità provinciali preposte all’ordine e alla sicurezza pubblica. Il sindaco, dopo aver adottato a giugno un’ordinanza che prevede il daspo urbano per i soggetti pericolosi, adesso si appresta ad emanare un ulteriore provvedimento con la quale i pubblici esercizi dovranno chiudere tassativamente entro le 2. Sarà in vigore dal primo novembre al 31 dicembre. Se gli episodi di violenza non si attenueranno, l’orario disposto in ordinanza verrà anticipato all’una e sempre dalla stessa ora sarà vietata la vendita da asporto di alcolici e superalcolici. La violenta rissa ha visto coinvolti una trentina di giovani del posto e di Carsoli, con alcuni di loro a terra e presi a calci sul volto ed altri intenti a devastare un bar. Sembra che nessuno abbia fatto ricorso alle cure del pronto soccorso o che abbia presentato denuncia. In merito all’ordinanza annunciata, il gruppo consiliare Tagliacozzo Unita, con Romana Rubeo e Vincenzo Montelisciani, si riserva di aspettare il testo per valutarne l’opportunità. «In linea di principio», spiegano i due, «siamo d'accordo nel ribadire l’assoluta necessità di controllo del territorio e di regole che favoriscano il vivere civile, ma siamo anche convinti che le restrizioni da sole non bastino. Soprattutto non bastano iniziative estemporanee. È l’ora di affiancare alle misure d’urgenza un’azione costante e paziente, che abbia come obiettivo una maggiore inclusione generazionale. Ma soprattutto è urgente affrontare il tema del consumo e del traffico di droghe tra i giovani. Nei prossimi giorni depositeremo in Comune la proposta di istituire un osservatorio permanente». (p.g.)
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