Doppia condanna per bancarotta
Castel di Sangro, agli imprenditori inflitti 4 anni di reclusione
CASTEL DI SANGRO. Dura condanna ieri in tribunale per due imprenditori finiti sotto processo per bancarotta fraudolenta. Quattro anni di reclusione e il pagamento delle spese processuali, inabilitazione per cinque anni all’esercizio di un’impresa commerciale e incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa. È questa la pena inflitta dal collegio giudicante del Tribunale di Sulmona agli imprenditori Antonio Tuccillo di 56 anni, originario di Napoli, e al 69enne Nicola Ricchiuto, residente a Castel di Sangro. Secondo le accuse i due imprenditori, nel luglio del 2013, si sarebbero avvicendati come amministratori di una società che gestiva un supermercato a Castel di Sangro, dichiarata poi fallita (il primo dal novembre 2013 al maggio 2014 e l’altro dal marzo 1999 al novembre 2013) e avrebbero sottratto, al fine di recare pregiudizio ai creditori, le scritture contabili, ritirandole da uno studio professionale di Castel di Sangro e occultandole agli organi fallimentari dopo aver interrotto l’invio aggiornato dei dati contabili al commercialista.
Per i giudici entrambi hanno posto in essere la bancarotta fraudolenta documentale. I difensori dei due imputati, gli avvocati Raffaele Serpe e Alessandro Scelli, hanno cercato di smontare il castello accusatorio del pubblico ministero, senza però riuscire a convincere il collegio giudicante che alla fine ha accolto la richiesta della pubblica accusa condannando Tuccillo e Ricchiuto a quattro anni di reclusione e al lungo elenco di pene accessorie. Sia l’avvocato Serpe che il suo collega Scelli hanno annunciato di voler far ricorso in appello. «Vogliamo prima leggere le motivazioni della sentenza, e poi presenteremo l’appello», hanno sottolineato al termine dell’udienza i due avvocati. (c.l.)
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