Dormo nell’ex caserma, mancano centri aggregativi

27 Novembre 2018

Stefano Ferretti (23 anni) ha scelto uno dei corsi più amati dagli studenti aquilani, quello di Ingegneria chimica. È nato ad Ascoli Piceno e, con una brillante carriera universitaria, è ormai giunto...

Stefano Ferretti (23 anni) ha scelto uno dei corsi più amati dagli studenti aquilani, quello di Ingegneria chimica. È nato ad Ascoli Piceno e, con una brillante carriera universitaria, è ormai giunto al secondo anno della magistrale. Ha frequentato anche la triennale nel capoluogo. «La mia scelta, il primo anno, è stata piuttosto casuale: quella aquilana era l’Università più vicina ad Ascoli con il corso che avevo scelto, di Ingegneria chimica». Poi, di anno in anno, Stefano ha sempre più apprezzato le qualità della città capoluogo, tanto da accordare la fiducia all’Ateneo aquilano anche per gli studi della magistrale. «Potendo tornare indietro, oggi forse, per la magistrale, sceglierei una città più grande, come Milano o Torino», precisa. «Solo per fare un’esperienza diversa, non perché mi sia trovato male in questa città. Non posso però dirmi assolutamente pentito della scelta fatta. Il percorso formativo è molto valido, anche se è un po’ vecchio stampo». In particolare il piano di studi, secondo Stefano, a volte risulta rigido. Ma anche questo ha i suoi vantaggi. «Il contatto con i professori è diretto e proprio questo, a mio avviso, è uno dei punti di forza», dice. «Siamo molto seguiti, la classe di Ingegneria chimica è formata da 15 persone. Abbiamo un feedback immediato soprattutto durante le lezioni».
Non ha molto da rimproverare neanche alla residenza universitaria Campomizzi, dove abita: «È una soluzione un po’ spartana, ma alla fine ci troviamo bene: ci dà l’opportunità di conoscere molte persone anche da fuori città: fino a qualche tempo fa offriva il servizio di foresteria e veniva frequentata spesso da studenti in Erasmus. Pranzi e cene sono sempre in compagnia. È un bell’ambiente». Infine, a Stefano piace «la vivibilità della città», ma anche la vicinanza con le montagne («che amo molto»), l’aria pulita, («che non avrei certo trovato a Roma, Milano o Torino»), l’offerta dei servizi, spesso vicina alle necessità degli studenti («abbiamo sconti su negozi, palestre, piscine»). «Mancano, però» conclude «centri di aggregazione culturale. Mi piacerebbe poter passare del tempo insieme ai miei compagni, oltre le ore universitarie, e non necessariamente in birreria o biblioteca». (m.c.)
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