Draghi e Carfagna aprono il Parco della Memoria

28 Settembre 2021

La cerimonia dopo le polemiche per il mancato coinvolgimento dei familiari

L’AQUILA. Dodici anni dopo l’ultima visita in città – all’epoca da governatore di Bankitalia – il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi tornerà in città. L’occasione è data dall’inaugurazione del Parco della Memoria di piazzale Paoli, alle 9,30. «Insieme alla ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e al capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio», fanno sapere da Palazzo Chigi, «il presidente parteciperà alla cerimonia di inaugurazione del Parco della Memoria. Si tratta del monumento realizzato per rendere omaggio alle vittime del sisma che il 6 aprile 2009 ha causato la scomparsa di 309 persone». Sarà l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della ricostruzione, sia pubblica sia privata, ma anche sulle principali emergenze del territorio, dal lavoro all’economia ai trasporti, passando per l’impiego delle risorse straordinarie a disposizione nell’ambito del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza e del Fondo complementare per le aree terremotate.
il programma
La presenza del capo del governo e della ministra dovrebbe durare circa un’ora e non sono previsti altri momenti pubblici oltre a quello di piazzale Paoli. L’accesso all’area per i cittadini interessati a partecipare, autorità e giornalisti accreditati sarà consentito al massimo entro le 9. Quello del Parco della Memoria sarà l’unico momento della giornata. Sui canali social del Comune verrà trasmessa la diretta. Dal programma ufficiale, ridotto all’essenziale, sparisce la parte relativa alla firma dell’avvio dell’ultimo procedimento di concessione di contributo per la ricostruzione privata, pure annunciata nei giorni scorsi. Inizialmente prevista anche una conferenza stampa da tenersi nell’Auditorium del Parco del Castello. Lo si evince da una determinazione dirigenziale predisposta per l’addobbo della sala con composizioni floreali e piante ornamentali. Che evidentemente saranno dirottate altrove.
lo stato all’aquila
Un totem con la scritta “La memoria e il futuro-Lo Stato all’Aquila” compare nell’area a ridosso del Parco, sotto le insegne del Comune e dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. Nelle ultime 24 ore corsa contro il tempo per ripulire anche l’area esterna, oltre al piazzale dove si trovano le fontane sui cui bordi sono incisi i nomi delle 309 vittime. Rimosse le recinzioni di ferro e i nastri che delimitano l’area di cantiere. Ma è al suo posto una vecchia cabina elettrica in attesa di rimozione.
il clima della giornata
Non nasce sotto i migliori auspici la cerimonia odierna. Nei giorni successivi all’annuncio ufficiale (da parte del sindaco Pierluigi Biondi) della presenza del premier e della ministra, ecco levarsi autorevoli voci di dissenso da parte di familiari delle vittime del terremoto (tra i quali il medico Vincenzo Vittorini e l’avvocatessa Maria Grazia Piccinini) circa le modalità di organizzazione, le presenze istituzionali e il mancato coinvolgimento dei parenti delle persone scomparse. Come pure posizioni diverse (ad esempio quella espressa dal medico Massimo Cinque, che annuncia la sua partecipazione). E a chi parla di «strumentalizzazione politica» risponde il commissario cittadino della Lega (partito di governo) Giorgio Fioravanti. «Non considero la presenza del presidente Draghi una passerella, anzi la ritengo un’importantissima dimostrazione ulteriore della vicinanza di uno Stato che, dopo tutti questi anni, non si è dimenticato di noi. Detto ciò, leggere che molti familiari di primo grado delle vittime non hanno ricevuto alcuna comunicazione, alcun accredito, alcuna convocazione non fa un grande effetto. La cerimonia di inaugurazione, principalmente, per quanto mi riguarda, è più per loro che hanno pagato il prezzo più alto di tutti. Leggere, ad esempio, che mio cugino Guido, che ha perso entrambi i genitori proprio in quel piazzale, non ha ricevuto più informazioni rispetto a quelle che hanno avuto tutti non è tollerabile. Più che dare gli accrediti ai consiglieri comunali e regionali per farsi le foto con Draghi e la Carfagna credo che andrebbero dati ai familiari che, contattati preventivamente uno per uno, sono disponibili a partecipare. Almeno io l’avrei impostata così».
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