Dramma a Lucoli. Auto distrutta dal fuoco, muore a 29 anni

23 Ottobre 2026

L’operaio tunisino scoperto senza vita da un passante: prende corpo l’ipotesi di un incidente causato dall’impianto a gas

LUCOLI

I carabinieri dell’Aquila stanno ancora ricostruendo con precisione l’esatta dinamica della tragedia avvenuta a Prato Lonaro, nel territorio di Lucoli alto, due notti fa, ma scoperta per caso da un passante soltanto ieri mattina. Un cittadino di Lucoli, mentre percorreva via Biancospino, la strada che conduce anche all’albergo Tuttosport, ha notato una macchina ferma, una Chevrolet, completamente carbonizzata e, a pochi metri, sotto una scarpata, il corpo di un uomo ormai senza vita. Immediatamente ha dato l’allarme e i carabinieri sono arrivati sul posto per i rilievi del caso, che sono durati tutta la mattinata e proseguiti pure nel pomeriggio. Una scena drammatica, quella che si è presentata davanti ai soccorritori, in una zona piuttosto isolata, dove nessuno si sarebbe accorto di quanto accaduto durante la notte. La vittima è Wissem Hmida, operaio tunisino di 29 anni. È stato trovato con gli abiti bruciati e con ustioni sul corpo, sotto la vegetazione che è abbastanza fitta in quel dirupo. Per gli investigatori non ci sono evidenze tali da far pensare a una morte violenta o a un gesto volontario dell’uomo, piuttosto si pensa a un incidente. Molto probabilmente al serbatoio a gas dell’auto. Da lì sarebbero partite le fiamme che hanno completamente avvolto e distrutto la macchina che apparteneva all’operaio. Le ipotesi più probabili sono due: o lo scoppio del serbatoio è stato talmente forte da far sbalzare fuori la vittima dall’abitacolo, oppure lui, nel tentativo di sfuggire alle fiamme, si è spinto fuori dall’auto da solo, cadendo poi nella scarpata, dove è rimasto per una notte. Resta dunque da chiarire la successione degli eventi, soprattutto per comprendere se il ventinovenne sia riuscito ad abbandonare la vettura prima di precipitare nel dirupo. Interrogativi ai quali gli accertamenti tecnici e medico-legali dovranno cercare di dare una risposta.

Il magistrato che coordina l’inchiesta è Mariarosa Bove, che ha già disposto l’autopsia per stabilire l’esatta causa della morte. L’operaio viveva a Lucoli, poco distante dal luogo della tragedia, assieme al fratello. I carabinieri, per escludere altre possibilità che al momento non sono contemplate, hanno passato al setaccio anche la sua abitazione con un sopralluogo avvenuto sempre nel pomeriggio di ieri.

Wissem Hmida lavorava da circa tre anni, e con lui anche il fratello, in una ditta di costruzioni locale, assieme a un cugino che ieri, sul luogo dell’incidente, ha seguito con apprensione e tristezza tutte le operazioni di recupero della salma e della macchina, portata via dal carro attrezzi attorno alle 15. Di lui dicono che era un uomo perfettamente integrato nella comunità locale, ben inserito. I titolari della ditta sono ancora scossi per l’accaduto e lo descrivono come un bravo ragazzo e come un grande lavoratore. Una morte improvvisa che lascia sgomenti quanti lo conoscevano e che ha colpito profondamente una piccola comunità nella quale il giovane aveva costruito la propria quotidianità. La zona ieri è stata completamente transennata dai carabinieri perché le operazioni sono state abbastanza complesse e lunghe. Sul posto, infatti, sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco per recuperare la macchina. Poco dopo è avvenuto pure il recupero della salma, trasportata in obitorio all’ospedale San Salvatore dell’Aquila su disposizione della Procura, in attesa dello svolgimento dell’esame autoptico. La notizia della morte dell’operaio ha suscitato sgomento nei colleghi che condividevano la quotidianità con lui tra cantieri e lavori nel circondario. Ed era conosciuto anche in alcune frazioni dove, racconta qualcuno, finito il lavoro nel cantiere, amava scambiare due calci a pallone con i bimbi del posto. Un ricordo semplice che restituisce il volto umano di un giovane la cui vita si è interrotta tragicamente, lasciando dolore e incredulità tra chi aveva imparato a conoscerlo.

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