Droga, arrestato l’economo del Comune

4 Ottobre 2019

Armando Di Pietro sorpreso con un complice a scaricare nel suo garage 1 chilo e mezzo di cocaina e 14 di hascisc

SULMONA. Un carico di stupefacenti portato da Roma e destinato al mercato locale. Un chilo e mezzo di cocaina e 14 chili di hascisc per un valore sul mercato di oltre mezzo milione di euro: un quantitativo finora mai approdato in Valle Peligna, finito nel garage di un insospettabile dipendente comunale arrestato nel pomeriggio di mercoledì scorso insieme a un presunto complice proveniente da Roma.
A finire in manette è stato l’economo di palazzo San Francesco Armando Di Pietro. Con lui è stato rinchiuso nel carcere di via Lamaccio il romano Antonio Esposito, arrivato dalla Capitale con il consistente carico di droga. Sulla vicenda sia la Guardia di finanza, che ha portato a termine l’operazione, che la procura della Repubblica di Sulmona mantengono il più stretto riserbo. Per ora si sa solo che i due arrestati compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari sabato mattina per la convalida dell’arresto.
In quell’occasione potrebbero arrivare ulteriori chiarimenti su una vicenda che promette nuovi e clamorosi sviluppi. Le indagini delle Fiamme gialle sono ancora in corso e non è escluso che il lavoro degli investigatori possa portare a nuovi arresti, sembrerebbe anche di persone al di fuori di ogni sospetto come tra l’altro era considerato Armando Di Pietro. In queste ore tremano gli ambienti della Sulmona bene ai quali sembrerebbe fossero destinati la cocaina e l’hascisc.
Tutto è partito mercoledì scorso quando nel primo pomeriggio è arrivato a Sulmona il consistente quantitativo di stupefacente a bordo di una Fiat 500 guidata da Antonio Esposito. L’auto, dopo aver attraversato la città ha puntato dritto verso il quartiere dove risiede Di Pietro e senza alcuna esitazione si è fermata davanti al garage dell’economo del Comune dove il guidatore ha cominciato a scaricare il quantitativo di droga. Proprio in quel momento è sceso Di Pietro per controllare, avrebbe riferito alla Guardia di finanza, quello che stava accadendo. E mentre i due arrestati stavano discutendo le Fiamme gialle hanno fatto irruzione nello spazio antistante il garage cogliendoli con le mani nel sacco.
Quasi sicuramente era stata una soffiata a mettere i finanziari sulle tracce del romano, anche se – stando ad altre ipotesi – gli uomini al comando del capitano Assunta Arianna Siracusa, pare fossero da tempo sulle tracce di un’organizzazione dedita al traffico degli stupefacenti che partendo dalla Capitale ha messo le sue ramificazioni tra il capoluogo peligno e il suo comprensorio, servendosi di terminali al di sopra di ogni sospetto. Fin dal primo momento l’economo del Comune avrebbe respinto ogni addebito di far parte dell’organizzazione, contestando la sua estraneità a qualsiasi tipo di traffico illecito di stupefacenti. Ma l’essere stato colto in flagranza di reato non depone affatto a favore del dipendente comunale che avrà molto da fare, o meglio molto da dire, per convincere gli investigatori della sua innocenza.
Bocca cucita anche da parte del difensore di Di Pietro, l’avvocato Alessandro Margiotta, il quale si è limitato a dichiarare che «presto la posizione del suo assistito sarà completamente chiarita in quanto assolutamente marginale rispetto all’intera vicenda».
Questo episodio è suonato come un ulteriore, inquietante segnale d’allarme in città sul crescente fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti.
Intanto eri mattina, a palazzo San Francesco subito dopo aver appreso la notizia dell’arresto, tutti i dipendenti si sono detti increduli circa il l coinvolgimento del collega di lavoro in un’inchiesta legata al traffico di sostanze di stupefacenti.
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