Droga, arrestato operaio della ricostruzione

12 Febbraio 2020

Blitz della polizia a Capitignano su richiesta del pm antimafia di Catanzaro, Gratteri. In cella altri 44

CAPITIGNANO. La squadra Mobile ha arrestato a Capitignano un giovane calabrese che lavora nella ricostruzione in una ditta, Raffaele Sollazzo, in quanto coinvolto in un giro di spaccio di droga partito dalla Calabria. Il sospettato si trova ora ai domiciliari in un paese della provincia di Cosenza dove vive. L’uomo è stato fermato dagli uomini della Mobile, coordinati da Marco Mastrangelo, su delega della Procura della Repubblica di Catanzaro guidata dal pm Nicola Gratteri. Complessivamente sono state fermate 45 persone indagate per la partecipazione ad una associazione, armata, finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente operante nei comuni della Valle dell’Esaro.
Gli indagati, secondo l’accusa, si associavano fra loro per commettere più delitti in particolare quelli di vendita, cessione, distribuzione, commercio, trasporto, consegna, acquisto, ricezione o comunque illecita detenzione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, hascisc e cocaina. A numerosi tra i sospettati sono stati contestati reati pesanti come estorsione, porto e detenzione abusive di armi. In particolare, il provvedimento rappresenta la conclusione di un’articolata indagine, condotta dalla Polizia di Stato che ha consentito di individuare un’organizzazione criminale finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ben ramificata e operante nel territorio dell’intera Valle dell’Esaro facente capo ad esponenti della famiglia Presta, grazie al legame con Francesco Presta, figura del contesto della ‘ndrangheta cosentina, egemone sul territorio. L’organizzazione criminale controllava il territorio di riferimento, nello specifico tra i comuni di Tarsia, Roggiano Gravina, San Lorenzo del Vallo, Spezzano Albanese, Acri, esercitando il proprio potere mediante la capillare e asfissiante imposizione dei propri spacciatori nelle varie piazze di spaccio, nonché di quella dei canali di approvvigionamento e rifornimento della sostanza stupefacente; in particolare la cocaina veniva approvvigionata da fornitori reggini. All’uomo preso a Capitignano è contestato solo lo spaccio altrimenti sarebbe in carcere ma allarma il fatto che nell’Aquilano ci sia stata una persona con presunti contatti con persone di dubbia fama.
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