Droga dentro la cassetta della posta, assolti

16 Novembre 2022

I due furono arrestati 5 anni fa in seguito a un’indagine della Finanza, tutte le accuse smontate in aula

SULMONA. Utilizzava la sua cassetta della posta per farsi lasciare della droga. Ed è proprio nella cassetta che la Guardia di finanza trovò sei grammi di eroina che fecero scattare l’inchiesta che portò all’arresto del proprietario della cassetta postale e del suo presunto spacciatore. Agli arresti finirono Franco Giammarco, 64enne di Sulmona e Paolo Carugno, di 50 anni. Per entrambi ieri mattina è arrivata la sentenza di assoluzione del giudice monocratico, Francesca Pinacchio. Per il primo è mancata la prova di essere stato lui a mettere la droga nella cassetta della posta e per l’altro il fatto non costituisce reato. La vicenda risale al 2017. Tutto è partito da un controllo delle Fiamme gialle a Carugno, il quale, alla vista dei finanzieri, avrebbe tentato di disfarsi di un involucro poi recuperato. Poco più di una dose che lo stesso, difeso dall’avvocato Andrea Marino, confessò di aver acquistato da uno spacciatore locale. Messo alle strette, l’imputato fece il nome di Giammarco, difeso nel procedimento dall’avvocato Alberto Paolini. A quel punto i finanzieri si sono messi sulle tracce del presunto spacciatore. Lo hanno trovato quella stessa sera, nella sua abitazione. Nascosti in un involucro nella cassetta della posta vennero trovati circa sei grammi di eroina, la stessa che era stata trovata al 50enne. A quel punto scattò per entrambi l’arresto. Nel corso del dibattimento, l’avvocato Paolini ha sostenuto che l’eroina trovata a Giammarco era per uso personale sottolineando l’insussistenza dello spaccio poiché in casa del suo assistito non furono trovati materiali per il taglio e il confezionamento. (c.l.)
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