Droga e stupra una giovane, 8 anni di carcere

16 Novembre 2018

Condannato il marocchino accusato per la violenza choc: adescò una 30enne in un cantiere

AVEZZANO. È stato condannato a otto anni di reclusione per aver drogato, picchiato e violentato una ragazza di Avezzano. La sentenza del tribunale di Avezzano è stata emessa nei confronti di Ghettas Yassine, 28 anni, marocchino pregiudicato residente ad Avezzano. Era accusato di violenza sessuale e lesioni personali. I fatti risalgono alla notte dell’11 marzo dello scorso anno quando, secondo l’accusa, il marocchino ha offerto una dose di crack da fumare alla giovane avezzanese di 30 anni con alle spalle problemi di tossicodipendenza. L’aveva fatta entrare nel cantiere della palestra che si trova accanto al Liceo scientifico, un luogo che in passato era stato usato per lo spaccio o come dormitorio. La giovane si era resa conto che si trattava di una trappola ma non era riuscita a fuggire. Sotto la minaccia di una lametta, la donna aveva tentato di ribellarsi ma Yassine l’aveva colpita ripetutamente con calci e pugni, fino a stordirla, per poi abusarne sessualmente, facendola finire in ospedale con una prognosi di dieci giorni e con lesioni alla testa e all’orecchio. Dopo una notte da incubo, il mattino seguente non era rientrata nella casa di accoglienza e si era rivolta ad alcuni familiari, raccontando quanto le era capitato. Era tornata direttamente a casa. La ragazza, assistita dall’avvocato Carla Vicini, aveva raccontato l’accaduto ai genitori che subito si erano rivolti alla polizia. Erano state avviate le indagini, condotte dalla squadra anticrimine del commissariato di polizia. Le ricerche avevano portavano a individuare il giovane magrebino, senza fissa dimora, che dopo la violenza era fuggito a Milano. Lo straniero, dopo diversi giorni, era stato arrestato. Grazie alle indicazioni dei colleghi di Avezzano, gli agenti della squadra mobile di Milano avevano dato esecuzione alla misura cautelare portando l’uomo in carcere. Il marocchino aveva già commesso atti di violenza. In un’altra occasione aveva picchiato selvaggiamente la sua compagna e, quando un suo connazionale era intervenuto per difenderla, l’uomo lo aveva aggredito colpendolo al collo con un coltello, rischiando di recidere la giugulare. Ieri la condanna. Il pubblico ministero aveva chiesto 8 anni e 4 mesi.
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