Droga o lavori non pagati, ecco le piste

I carabinieri stanno cercando di scavare tra i pochi contatti della vittima per individuare le sue ultime frequentazioni
L’AQUILA. A una settimana esatta dall’omicidio di Paolo D’Amico, il dipendente dell’Asm assassinato da più persone nella sua abitazione di Barisciano, sono due le piste privilegiate che seguono i carabinieri del Reparto operativo, coordinati dal colonnello Cosimo Petese, nel tentativo di individuare i responsabili. Si tratta del presunto mancato pagamento di lavori edili effettuati nella sua abitazione, ma si segue anche la pista della droga dopo che nella sua casa sono stati trovati ben sette sacchi di piante di marijuana. Si tratta di piste che sono ancora lontane dall’essere percorse per intiero anche per via di accertamenti e riscontri ancora in corso. Esistono, al riguardo delle valutazioni sui suoi movimenti bancari e sulle conversazioni telefoniche, cose che possono dire molto. Diverse le audizioni di persone informate sui fatti sono a corredo di tali elementi. E poi ci sono le analisi ematologiche e altre considerazioni seguenti all’autopsia. Ma anche l’esame dei filmati delle telecamere vicine al luogo del delitto. Elementi da vagliare che hanno prolungato i tempi per la restituzione della salma ai familiari da parte della Procura. Si era ipotizzato che questo sarebbe potuto avvenire ieri ma se ne riparlerà la prossima settimana. L’indagine, ovviamente, resta contro ignoti e tante cose sono ancora avvolte nel mistero. I contatti della vittima, persona incensurata e poco incline alla vita sociale, sono uno degli scogli più complessi da risolvere nonostante le sue pur limitate telefonate e gli interlocutori siano sotto la lente di ingrandimento. Ci si chiede, per esempio, come sia stato possibile che una persona corretta che non aveva problemi con la giustizia, possa avere tenuto a casa tanto stupefacente.
Resta il fatto che i tempi si allungano a fronte di una vicenda che all’inizio sembrava di rapida soluzione.
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