Droga tagliata col frullatore: tre arresti

Sequestrati sei etti di cocaina e 324 dosi. Decine di messaggi dei clienti nei 12 telefonini sequestrati. Acquirente ai domiciliari
L’AQUILA. Sei etti cocaina sequestrati e quattro persone arrestate. Nuova stretta della squadra Mobile dell’Aquila al traffico di droga in città. Nei guai sono finiti Kristian Prifti, 22 anni, Ani Barjami (24) ed Emilijano Trashani (18). Tutti clandestini di origine balcanica. Devono rispondere del reato di detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso. Da giorni gli agenti erano sulle tracce dei tre. La centrale dello spaccio, per gli inquienti, era nel quartiere San Sisto, nella zona ovest della città. Sono stati i consumatori a condurre i poliziotti nel covo dei pusher. Spacciatori e assuntori, infatti, si davano appuntamento sotto l’abitazione degli arrestati, nelle vicinanze della chiesa. Ogni dose, in codice “una birra” veniva ordinata su Whatsapp, venduta a 50 euro. Due giorni fa gli agenti sono intervenuti mentre uno degli spacciatori consegnava della cocaina a due aquilani. Quando i poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento altri due pusher erano seduti a un tavolo intenti a confezionare dosi. Nell’appartamento sono stati rinvenuti quasi 600 grammi di cocaina, alcuni già confezionati in 324 dosi, 1.305 euro in banconote di medio taglio probabile provento dell’attività di spaccio, mannitolo, cellophane, un bilancino di precisione digitale e un frullatore impiegato per tagliare la sostanza. Sul tavolo 11 cellulari e un iPod, che continuavano a squillare ininterrottamente alla presenza dei poliziotti. Tutti sequestrati e da analizzare. Gli accertamenti su rubrica e messaggi potrebbero riservare sorprese per ricostruire la clientela e la rete dello spaccio in città. Accompagnati in questura, i tre stranieri sono risultati irregolari sul territorio italiano. Dopo aver convalidato gli arresti, il tribunale ha condannato per direttissima i tre – a pene fino a 2 anni e 11 mesi – disponendone l’espulsione. Al momento gli arrestati, difesi dall’avvocato Mauro Ceci, sono a piede libero. Uno dei due acquirenti, invece, Alexandru Dumitru Balan, romeno di 35 anni, aveva violato la sorveglianza speciale emessa dal questore dell’Aquila, cui è sottoposto fino al 2025. Alla fine anche lui è stato arrestato e posto ai domiciliari. È difeso dall’avvocato Valentina Picchioni.
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