Droga, torna libero l’economo municipale

Di Pietro ha solo l’obbligo di firma dopo 2 mesi e mezzo di domiciliari. Imminente il ritorno al lavoro
SULMONA. Torna in libertà l’economo del Comune Armando Di Pietro, arrestato in flagranza il 2 ottobre scorso dopo essere stato sorpreso a ricevere un carico di stupefacenti consistente in un chilo e mezzo di cocaina e 14 chili di hascisc da un romano, Adriano Esposito, che ha depositato il quantitativo nel suo garage in viale della Stazione. A disporre l’obbligo di firma in sostituzione degli arresti domiciliari è stato il gip che ha accolto l’istanza dell’avvocato Alessandro Margiotta, difensore di Di Pietro. Già venerdì mattina l’economo si è presentato in Comune per poter riprendere il suo posto di lavoro, dopo che il giudice ha anche revocato il divieto per Di Pietro di recarsi in Comune.
Di Pietro ha incontrato il segretario generale per conoscere modi e tempi per il suo rientro effettivo sul posto di lavoro. Di sicuro è che lo farà subito dopo la fine dell’anno. Da domani usufruirà di qualche giorno di ferie dopo quelle forzate, per trascorrere le feste natalizie in pace e tranquillità. Subito dopo rientrerà al lavoro ma, molto probabilmente, almeno questo parrebbe l’indirizzo del segretario generale Nunzia Buccilli, non nel posto che occupava in precedenza in qualità di responsabile delle casse comunali.
E questi giorni che restano per la sua ripresa lavorativa a Palazzo San Francesco, serviranno agli amministratori del Comune per decidere quali compiti gli verranno affidati per il futuro. Intanto prosegue l’inchiesta da parte della Guardia di Finanza che vede al momento ancora tre persone agli arresti domiciliari: Daniela Marinilli, Guido Petrarca, entrambi di Sulmona, e il corriere romano Adriano Esposito. Mentre resta ancora ricercato Massimiliano Le Donne, resosi irreperibile fin dal pomeriggio del 2 ottobre scorso e considerato dagli inquirenti la mente di tutta l’operazione. Voci insistenti lo danno a Londra in compagnia di un altro sulmonese, anche lui implicato in diverse inchieste penali. Nel frattempo la Guardia di Finanza prosegue nel ricercare altri elementi con i quali chiudere definitivamente la complessa inchiesta che ha portato, al momento, all’arresto di due persone in flagranza di reato e all’emissione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. Decisive sono state le intercettazioni che hanno permesso ai finanzieri di arrivare al bandolo della matassa e a smantellare una delle organizzazioni più importanti dell’Abruzzo interno. (c.l.)
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