Drogato alla guida, ferisce madre e figlia

Pescina, automobilista provoca un incidente in pieno giorno: «Colpa di una volpe». Ma i carabinieri non gli credono
PESCINA. Provoca un incidente e ai carabinieri dichiara di essersi distratto a causa di una volpe che ha attraversato la strada. Ma i militari non gli credono e lo sottopongono al test per verificare se ha assunto droga e alcol e nonostante siano le 9 del mattino viene trovato positivo a marijuana, cocaina e anfetamine. L’incidente provoca il ferimento di due donne sulla Provinciale 17, alle porte di Pescina. Un 41enne originario di Roma era alla guida di una Opel Zafira e da Ortona dei Marsi procedeva in direzione di Pescina. A un certo punto ha perso il controllo dell’auto ed è finito contro una Fiat Panda, con alla guida una donna del posto di 49 anni, che trasportava sua madre 80enne sul sedile del passeggero. L’auto, con a bordo le due donne, è stata scaraventata su un lato della carreggiata. Madre e figlia sono state soccorse dall’ambulanza, insieme al 41enne. Tutti e tre i feriti sono stati portati all’ospedale di Pescina. L’anziana è stata successivamente trasferita per accertamenti ad Avezzano.
Sul posto la pattuglia dei carabinieri della stazione di Pescina, al comando del maresciallo Luciano Di Giosia. I militari non hanno creduto alla versione del 41enne che ha dischiarato di essersi distratto a causa di una volpe e hanno richiesto le analisi del sangue. I valori di droga nel sangue erano tre volte superiori al limite. Per questo il 41enne è stato denunciato.
La guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti è punita con le stesse sanzioni previste per l’ipotesi più grave della guida in stato di ebbrezza: ammenda da 1.500 a 6.000 euro e arresto da sei mesi a un anno; inoltre è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, con ritiro immediato (su strada) e applicazione della sospensione cautelare prefettizia (fino ad un anno), oltre che la confisca del mezzo utilizzato, salvo che appartenga a persona estranea alla violazione, nel qual caso non si dà luogo alla confisca, ma la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Per tutti i casi, salvo che si sia provocato un sinistro, è ammessa la sostituzione della pena detentiva e di quella pecuniaria con il “lavoro di pubblica utilità”. Se il conducente provoca un incidente le pene (dunque solo l’ammenda e l’arresto) sono raddoppiate e la patente è revocata. Peraltro anche in quest’ipotesi (come accade per la ipotesi di conducente in stato di ebbrezza con tasso maggiore di 1,5 grammi per litro) sono anche previste parallele e concorrenti aggravanti per eventuali reati di omicidio colposo e lesioni personali gravi o gravissime che siano derivati dall’incidente.
Magda Tirabassi
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