Due autovelox in 10 km, lite tra sindaci

23 Febbraio 2020

D’Amico (Morino) accusa Balsorano e Civita d’Antino: esagerazione sulla superstrada, si fa solo cassa

MORINO. «Dicono di voler fare sicurezza stradale, ma il loro è solo un pretesto per fare cassa». È duro l’attacco del primo cittadino di Morino, Roberto D’Amico, alla sindaca di Balsorano, Antonella Buffone, dopo la comparsa di un autovelox fisso sulla superstrada. In passato D’Amico non aveva risparmiato attacchi alla collega di Civita d’Antonio, Sara Cicchinelli, da anni al centro di un’aspra polemica per la presenza di un rilevatore di velocità sulla stessa strada. «Rimango dell’avviso che non devono essere le amministrazioni comunali a occuparsi di sicurezza stradale, per questo ci sono carabinieri, polizia e vigili urbani», polemizza il sindaco di Morino, «la presenza di due autovelox sulla superstrada del Liri, a distanza di dieci chilometri l’uno dall’altro, è assurda ed esagerata. Si parla tanto di attrarre turisti in Valle Roveto, ma in questo modo non fanno altro che penalizzare il territorio. Il visitatore che prende una multa non tornerà mai più e la stangata riguarda anche i tanti residenti della Valle Roveto che si spostano da un comune all’altro per fare commissioni con il rischio di beccare una multa all’andata e una al ritorno». Nei punti sorvegliati dagli autovelox, l’Anas ha abbassato il limite di velocità da 90 a 70 chilometri orari.
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