Due Bolle insieme per la prima volta Così la Perdonanza si è rinnovata

30 Agosto 2024

Alla fine di ogni Perdonanza si cerca sempre di fare bilanci e qualche volta, come è accaduto in passato, di dare persino dei voti. Quest’anno c’è stato un fatto importante che non può passare sotto...

Alla fine di ogni Perdonanza si cerca sempre di fare bilanci e qualche volta, come è accaduto in passato, di dare persino dei voti. Quest’anno c’è stato un fatto importante che non può passare sotto silenzio. Mercoledì 28 agosto, prima della celebrazione della messa nella basilica di Collemaggio – un “ritorno a casa” sollecitato dalla Chiesa aquilana dopo un periodo in cui il rito era stato celebrato quasi sempre davanti all’edificio sacro – sul palco esterno (ridimensionato rispetto al passato e che dal 2025 forse sparirà) sono state lette per la prima volta due Bolle. Il sindaco Pierluigi Biondi ha letto quella di papa Celestino V del settembre 1294 su cui si “fonda” l’indulgenza che può essere «lucrata» da chi «pentito e confessato» entra nella basilica di Collemaggio fra i vespri del 28 e quelli del 29 agosto. L’arcivescovo Antonio D’Angelo ha invece letto l’articolo 5 della Bolla di indizione del Giubileo 2025 a firma di Papa Francesco (che il 28 agosto 2022 ha aperto personalmente la Porta Santa). Quell’articolo recita fra l’altro: «Non possiamo infatti dimenticare le varie forme attraverso cui la grazia del perdono si è riversata con abbondanza sul santo Popolo fedele di Dio. Ricordiamo, ad esempio, la grande “perdonanza” che San Celestino V volle concedere a quanti si recavano nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, a L’Aquila, nei giorni 28 e 29 agosto 1294, sei anni prima che Papa Bonifacio VIII istituisse l’Anno Santo. La Chiesa già sperimentava, dunque, la grazia giubilare della misericordia. E ancora prima, nel 1216, Papa Onorio III aveva accolto la supplica di San Francesco che chiedeva l’indulgenza per quanti avrebbero visitato la Porziuncola nei primi due giorni di agosto. Lo stesso si può affermare per il pellegrinaggio a Santiago di Compostela».
Da quest’anno dunque le Bolle pontificie su cui si fonda la Perdonanza sono due: quella storica di papa Celestino V e quella contemporanea di papa Francesco. Quest’ultima indica L’Aquila meta di pellegrinaggio nell’ambito del prossimo Giubileo insieme a Roma, Assisi e Santiago di Compostela.
La Chiesa, grazie a Papa Francesco, torna dunque “protagonista” in una manifestazione spesso e troppo frettolosamente definita “laica” e nella quale il clero aquilano è finito a volte a essere relegato a ruolo di “comparsa”. Ma la Perdonanza, nel profondo, veramente laica non lo è mai stata. Al netto dei due “pilastri” che hanno convinto l’Unesco a inserire la Festa del Perdono nell’elenco dei patrimoni immateriali dell’Umanità e cioè il Fuoco del Morrone e il corteo storico, di laico c’è il contorno, fatto di innumerevoli iniziative che spesso si accavallano fra loro e di spettacoli certo di ottima qualità grazie alla regia del maestro De Amicis.
Da oggi dunque più che di “nuova” Perdonanza (nata nel 1983) si dovrebbe parlare di “Perdonanza rinnovata”, una sorta di cantiere “etico” in progress – come lo ha definito il cardinale Giuseppe Petrocchi nell’omelia prima dell’apertura della Porta Santa – che si appoggia sui documenti di due grandi Papi: Celestino V e Francesco. (g.p.)
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