Due milioni per il Palazzo Ducale

Paganica, previsti interventi strutturali e il restauro degli apparati decorativi
L’AQUILA. Buone notizie per il Palazzo Ducale di Paganica per il quale il Cipe ha stanziato due milioni di euro. Il Comune con una determina di due giorni fa ha nominato il responsabile unico del procedimento, l’ingegner Michele Suriani «per l’intervento di riparazione e miglioramento sismico» dello storico palazzo settecentesco fatto costruire dalla famiglia Di Costanzo. L’immobile è attualmente agibile solo in parte e ospita la sede della delegazione municipale di Paganica. Un’altra parte è invece ancora inagibile.
I lavori finanziati dal Cipe e che ora arrivano alla fase operativa, prevedono alcuni interventi strutturali e il restauro degli apparati decorativi. La fruibilità dell’intero immobile, che si trova tra la piazza principale e la villa comunale a due passi dalla chiesa parrocchiale, è fondamentale per la comunità paganichese che non ha molti spazi per attività sociali e culturali e in particolare per mostre ed esposizioni d’arte. Nel 2013 era stata avanzata la proposta di realizzare un’area museale al piano terra. La storica dimora dei Di Costanzo, come scrive in una nota storica Raffaele Alloggia «insieme alla bella facciata della chiesa di Santa Maria dell’Assunta e alla fontana ottagonale al centro della piazza, delineano il salotto di Paganica. Nel 1922, dopo la morte dell’ultimo Duca, Giovanni Di Costanzo, il Comune di Paganica nella seduta consiliare del 26 marzo, decise di comprare il Palazzo. Pur di acquistarlo, dopo tante peripezie, per far fronte alla spesa il Comune fu costretto a vendere alcuni terreni irrigui, altri edificabili, un forno e contrasse un mutuo con la Cassa di Risparmio dell’Aquila di 200 mila lire. Per i cittadini paganichesi fu un grande sacrificio.
L’edificio comprende 47 ambienti su due piani, i quali occupano una superficie di 510 metri quadrati ciascuno, una scuderia di 165 metri quadrati e un parco di oltre 7.500 metri quadrati. L’amministrazione comunale insediò subito nel palazzo la Regia Pretura, la caserma dei carabinieri, l’asilo per l’infanzia e appena dopo il secondo conflitto mondiale, il Collegio per gli orfani di guerra».
ALTRI PROGETTI. Con la determina pubblicata ieri vengono nominati anche i responsabili dei procedimenti (anche questi già finanziati dal Cipe) per l’edificio della delegazione di Preturo, per lo Chalet e la rotonda di Monteluco di Roio e per il Casino Mari. (g.p.)
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