Due pratolani assolti da falso
Al centro della vicenda delle testimonianze in una causa civile
SULMONA. Assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. È l’esito del processo che vedeva sul banco degli imputati due pratolani, Sestino Zimei e Mario D’Amato. Secondo le accuse i due avrebbero affermato il falso sostenendo l’esistenza di una recinzione in una proprietà privata che invece non c’era. «Una sentenza che mette la parola fine a una vicenda che aveva creato non pochi problemi a due persone che hanno solo raccontato quello che sapevano», afferma l’avvocato Angelo Pace che difendeva i due imputati, «ci ha pensato però il giudice Marco Billi a riportare ogni cosa nel giusto binario». La storia fa riferimento alla rivendicazione di un terreno necessario all’imprenditore pratolano, Piero Di Nino, per accedere con automezzi a un terreno di proprietà. Nel corso di una causa civile, che vedeva opposti l’imprenditore pratolano e alcuni vicini, i due sono stati chiamati a testimoniare sull’esistenza o meno di una recinzione che delimitava la proprietà di un terreno. Davanti al giudice, Zimei avrebbe affermato di conoscere quei luoghi «per averli frequentati per motivi di lavoro e pertanto posso dire che la rete c’è stata sempre da oltre 40 anni». Mario D’Amato avrebbe praticamente sostenuto la stessa cosa. Deposizioni che sono state decisive per la definizione della causa civile a favore dell’Adn costruzioni di Piero Di Nino, difesa dall’avvocato Antonella Di Nino, per ottenere il terreno e per procedere con l’ampliamento di un edificio di sua proprietà. Con la sentenza il giudice ha stabilito che Zimei e D’Amato non hanno commesso alcun reato. (c.l.)
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