Due richieste dai sindaci uniti: «Così salviamo il Punto nascita»

24 Gennaio 2021

Sollecitati investimenti della Regione Abruzzo per il reparto e la revisione del decreto Lorenzin Primo incontro promosso dalla senatrice Di Girolamo: coesione importante, no a strumentalizzazioni

SULMONA. Subito la revisione del decreto Lorenzi – già avviata con la firma del Patto della salute agli inizi del 2020 – e richiesta alla Regione per conoscere le prospettive di investimento previste per salvare il reparto di maternità. Sono le due linee sulle quali si muoveranno i protagonisti della riunione politica che si è svolta ieri in remoto, promossa dalla senatrice Gabriella Di Girolamo (5 Stelle) per salvare il Punto nascita di Sulmona. Reparto su cui pende la spada del ministero della Salute che nei giorni scorsi ha chiesto alla Regione di fissare la data di chiusura. Alla riunione hanno preso parte i consiglieri regionali Antonietta La Porta, Marianna Scoccia e Giorgio Fedele, i sindaci Annamaria Casini (Sulmona), Gianni Di Cesare (Anversa degli Abruzzi), Giuseppe Lo Stracco (Bugnara), Giovanni Mastrogiovanni (Scanno), Antonella Di Nino (Pratola), Marco Moca (Raiano), Angelo Caruso (Castel di Sangro), Sandro Chiocchio (Cocullo) e la presidente del Tribunale della salute, Catia Puglielli. «Si è svolto un confronto pacato ed orientato alla coesione dei partecipanti al fine di tendere tutti verso lo stesso obiettivo, ovvero la salvaguardia del Punto nascita di Sulmona», afferma la senatrice Gabriella Di Girolamo, «la coesione dei rappresentanti politici del territorio è stato il perno del dibattito, convenendo che ulteriori e strumentali polemiche non risultano utili alla tutela di un servizio sanitario fondamentale per le neo-mamme e i nascituri. Al netto degli interventi, si è definito di procedere parallelamente sui due fronti principali: a livello nazionale con la revisione del Dm/70 per la quale una primaria traccia è stata definita con la firma del Patto per la salute avvenuta agli inizi del 2020, a livello regionale su quelle che sono le prospettive di investimento previste dalla Regione Abruzzo per raggiungere l’obiettivo di salvaguardia del reparto». Il tavolo di discussione si è aggiornato alla prossima settimana.
LE REAZIONI POLITICHE. Nel frattempo, continuano gli interventi della politica a favore del mantenimento del Punto nascita di Sulmona. È il caso del coordinatore cittadino di Forza Italia, Lorenzo Fusco, che lancia un appello alla senatrice Gabriella Di Girolamo, in quanto esponente della forza di maggioranza di questo Paese. «Siamo certi che darà il suo contributo affinché questa decisione venga immediatamente bloccata», afferma Fusco, «speriamo che il governo abbia una visione più ampia della Sanità nazionale, aiutato dall’esperienza terribile della pandemia che stiamo vivendo, uno dei momenti più terribili della Repubblica. Saggezza vuole che andare a toccare i punti nevralgici della sanità, come un Punto nascita, in territori così particolari, certificherebbe di non aver capito quello che la storia del momento ci sta insegnando. Forza Italia di Sulmona chiede a tutti coloro che hanno responsabilità istituzionale, di attivarsi immediatamente presso il governo nazionale e il ministro della Salute, Roberto Speranza, affinché questo scempio non venga compiuto». Per Fratelli d’Italia «il Punto nascite di Sulmona lo chiude il governo nazionale. L’ennesima beffa ai danni del nostro territorio di cui solo questo governo giallo-rosso è capace». Lo afferma il consigliere regionale Mario Quaglieri, presidente della commissione Sanità del consiglio regionale. Che aggiunge: «Il ministero dispone oggi perentoriamente la cessazione di un servizio sanitario fondamentale, pur sapendo che il reparto di ostetricia dell’ospedale di Sulmona rappresenta il punto di riferimento imprescindibile per un ampio bacino di popolazione, soprattutto nell’ottica delle emergenze-urgenze. Il Punto nascite non si tocca e la Regione continuerà ad adoperarsi affinché venga mantenuto nella sua piena funzionalità».
TRIBUNALE SALUTE. «Che tutti siano contrariati dalla notizia della chiusura del punto nascita lo sappiamo già quindi ritengo che non abbiamo proprio bisogno di sentire i politici indignati. Abbiamo bisogno di proposte volte alla risoluzione di un problema che incide sul diritto alla salute dei cittadini». Ad affermarlo è Catia Puglielli, referente territoriale del Tribunale della salute, che ha anche preso parte alla riunione in remoto di ieri sera voluta dalla senatrice Di Girolamo. «È chiaro che la Regione debba chiedere una revisione della decisione del ministro. A tal fine penso che sia necessario un immediato confronto di tutte le forze politiche, un immediato incontro tra il territorio e la Regione affinché la stessa faccia proprie le nostre argomentazioni e le consegne ai livelli più alti anche avvalendosi delle nostre rappresentanze parlamentari», sostiene Puglielli, «il tempo stringe, serve una forte risposta dal nostro territorio. Almeno per una volta unitevi in difesa del territorio. Io ci sono. Sono anni che urlo a difesa del territorio è ora che lo facciano tutti».
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