Duomo, aperto il cantiere «Francesco ne sarà felice»

28 Febbraio 2023

Petrocchi al via dei lavori: «Il Papa mi ha chiesto a che punto fosse il restauro»

L’AQUILA. «Ho visto il Papa alla fine di novembre, mi ha incaricato di salutare con grande cordialità gli aquilani, verso cui nutre un sentimento paterno, ma mi ha anche chiesto a che punto fossero i lavori di restauro del duomo, un problema che ha preso a cuore. Spero di potergli dire presto che grazie all’impegno di tutte le istituzioni il cantiere è partito». Nel giorno della consegna dei lavori della cattedrale alla ditta incaricata del restauro, l’arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, sembra voler suggellare il legame tra la visita di Papa Francesco in città, in occasione della scorsa edizione della Perdonanza, e l’apertura del cantiere. Ieri mattina la formale consegna dei lavori, alla presenza della segretaria regionale ai beni culturali, Federica Zalabra, della soprintendente Cristina Collettini, del direttore dei lavori, Augusto Ciciotti, del sindaco, Pierluigi Biondi e dell’arcivescovo appunto.
LA SPINTA DEL PAPA
«Credo che l’annuncio dell’avvio del cantiere lo renderà davvero felice», ha aggiunto Petrocchi, riferendosi a Papa Francesco, «perché è il segno non soltanto di una ricostruzione architettonica, ma anche di una ricostruzione spirituale e sociale». D’altra parte il pontefice, primo nella storia ad aprire la Porta Santa dell’Aquila, quando ad agosto è entrato nel duomo sembrava molto colpito dallo stato di distruzione della chiesa. «Ha visto, Sua Santità, che cattedrale a diretto contatto con il Signore?», aveva ironizzato l’arcivescovo sulla mancanza di una copertura, rubandogli un sorriso. «Spero che il duomo rinasca al più presto», era stato il commento del Papa, «come tutte le chiese che ancora aspettano di essere ricostruite».
LA COMMISSIONE DI ESPERTI
Da allora i lavori all’interno della cattedrale sembrano aver avuto un nuovo impulso. Alla fase conclusiva della progettazione ha lavorato il gruppo formato da Leonardo Nardis, Paolo Rocchi e Tecno Art. «Il progetto del duomo è estremamente complesso, per trovare l’equilibrio e rispettare le promesse fatte ho ritenuto opportuno costituire una commissione ad hoc», ha spiegato la soprintendente Collettini. «Uno staff che seguirà il progetto anche nelle fasi di esecuzione: l’imprevisto è sempre dietro l’angolo». L’intervento sarà di tipo conservativo e restituirà alla città una cattedrale molto simile a quella devastata dal terremoto del 2009. Le opere dovrebbero durare 5 anni: quindi fino al 2028.
LA GRU DA 60 METRI
Ieri mattina il direttore dei lavori, Ciciotti, ha consegnato formalmente le chiavi del cantiere alla ditta pugliese Cobar, che nei prossimi giorni partirà con l’allestimento del cantiere. «Potrebbe essere necessario posizionare una gru con un braccio di 60 metri», ha spiegato Ciciotti. «La viabilità del centro dunque sarà interessata da alcune modifiche, necessarie a permettere i lavori sulla cattedrale».
IL CONTRATTO
Il ministero della Cultura, dopo aver elargito il finanziamento del primo stralcio di opere da 18,5 milioni, ha inviato una comunicazione ufficiale al Segretariato regionale per assicurare la copertura anche del secondo stralcio, che è dello stesso importo.
Questo secondo finanziamento, tuttavia, ancora non è stato decretato né formalizzato, «per questo il contratto con la ditta è relativo solo al primo stralcio di opere», ha spiegato l’architetto, «ma già c’è l’impegno di fare un atto aggiuntivo appena ci sarà la disponibilità finanziaria, in modo tale da garantire la continuità delle opere».
L’ABSIDE
La prima tranche di lavori si concentrerà «sulla zona presbiteriale e absidale della cattedrale, dove ci sono stati i crolli principali» ha confermato Ciciotti. «Quando si avrà la certezza del finanziamento del secondo stralcio l’intervento verrà ampliato sull’aula della chiesa». Prioritaria, rispetto al resto, sarà la realizzazione di una copertura per la cattedrale, esposta alle intemperie dal 2009. «L’avvio di questo cantiere è un segno ulteriore di rinascita» ha commentato Zalabra. «Il duomo è un simbolo identitario della città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA