Duomo, il restauro entra nel vivo: “gabbia in acciaio” per la facciata

Area inaccessibile sia per la ristrutturazione di San Massimo sia per la pavimentazione della piazza Questa prima tranche dei lavori riguarderà principalmente la zona presbiteriale e quella absidale
L’AQUILA. Una gabbia d’acciaio copre da qualche giorno la facciata principale del duomo dedicato ai Santi Massimo e Giorgio, nel cuore del centro storico. I tubi Innocenti si arrampicano fin sopra tutto il portale, lasciando scoperta solo la zona sommitale della facciata. Entra nel vivo così uno dei cantieri più attesi della ricostruzione post sisma: quello della cattedrale, per cui durante l’ultima edizione della Perdonanza aveva speso parole di sollecito anche Papa Francesco, primo pontefice nella storia ad aprire la Porta Santa.
IL CANTIERE
L’allestimento del cantiere, da parte della ditta Cobar di Altamura che si è aggiudicata l’appalto, era partito già il mese scorso con il montaggio di una mega gru all’interno del primo cortile dell’Arcivescovado. Da allora la piazza è blindata, per permettere di portare avanti contemporaneamente la ricostruzione della cattedrale e il rifacimento della pavimentazione della piazza.
LE IMPALCATURE ESTERNE
Negli ultimi giorni, invece, sono state montate le impalcature su due facciate della chiesa. “Il ponteggio sulla facciata laterale, quella in via Roio, è quasi completo, mentre quello sulla facciata principale è in corso di completamento» spiega il direttore dei lavori del Segretariato regionale ai beni culturali, Augusto Ciciotti. «La scelta di realizzare subito le due impalcature è stata dell’impresa, che ufficialmente ha la consegna solo del primo stralcio relativo alla zona retrostante della chiesa. L’obiettivo è permettere alcune verifiche, soprattutto sulla facciata laterale, ma la scelta è stata dettata anche da una questione di immagine. Quando stipuleremo il contratto per il secondo stralcio, decorreranno i termini per riconoscere alla ditta anche questo lavoro». Il ministero della Cultura, dopo aver finanziato il primo stralcio di opere da 18,5 milioni, ha assicurato al Segretariato regionale la copertura anche del secondo stralcio, di pari importo».
LAVORI ALL’INTERNO
Intanto, all’interno della chiesa si è già cominciato a lavorare: è iniziata la pulizia, sono stati portati a termine accertamenti e rilievi, oltre alle verifiche sui puntellamenti. «In queste settimane è stata smontata anche la pavimentazione del transetto e si procede con i saggi archeologici», spiega Ciciotti. «Nel 2019 erano già stati fatti alcuni saggi, ma poiché la pavimentazione andava rimossa, catalogata e messa in sicurezza, abbiamo avviato una nuova indagine». La prima tranche di lavori si concentrerà sulla zona presbiteriale e absidale della cattedrale, dove ci sono stati i crolli principali. Prioritaria sarà la realizzazione di una copertura per la cattedrale, esposta alle intemperie dal 2009. L’intervento sarà di tipo conservativo e restituirà alla città una cattedrale molto simile a quella devastata dal sisma. I lavori dovrebbero durare 5 anni.
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