E a Cese di Preturo crolla un altro balcone

10 Agosto 2019

L’episodio segnalato da un cittadino su Facebook. Il processo è tornato all’Aquila, prescrizione vicina

L’AQUILA. Crolla un altro balcone al Progetto Case di Cese di Preturo. Ad accorgersi del crollo un utente di Facebook che ieri sera, nel profilo “Sei aquilano se…”, ha postato le foto del crollo insieme a un post sarcastico sulla crisi di governo. Si tratta dello stesso quartiere a Cese di Preturo, in via Gian Maria Volonté, e nello stesso gruppo di piastre in cui si erano verificati altri crolli, tutti con la stessa dinamica.
Improvvisamente, uno dei balconi realizzati in legno subito dopo il sisma, crolla finendo sul balcone sottostante. Era successo già tre volte. Il quartiere di Cese è stato evacuato da tempo, mentre per i balconi dello stesso tipo il Comune si è trovato costretto a segare via il balcone sostituendolo con una ringhiera. Per il Comune dell’Aquila questo intervento sta costando la bellezza di 400mila euro.
Il Progetto Case, come è noto, fu realizzato subito dopo il sisma per dare un tetto provvisorio ai terremotati e fin dalla sua presentazione ha innescato polemiche, ripetute anche ieri appena pubblicato il post su Facebook. Con commenti tra chi ne ricorda i costi e chi invece ne difende la costruzione.
Il processo, intanto, che ipotizza una frode nelle pubbliche forniture per 18 milioni, ai danni dello Stato, dopo una tappa a Piacenza, torna al tribunale dell'Aquila e ci torna alla fase dell’udienza preliminare. Una causa bloccata da più di tre anni in attesa di capire chi debba trattare il caso. Recentemente la Corte di Cassazione ha finalmente definito la questione della competenza territoriale di un procedimento particolarmente complesso.
L’indagine era scattata dopo il crollo di un primo balcone nel Piano Case di Case di Preturo, nel settembre del 2014, e poi proseguita attraverso una serie di serie di rinvii che di fatto avvicinano il rischio prescrizione, almeno per i titolari delle imprese accusati della frode. Comunque vada, sui balconi ci saranno battaglie con perizie e controperizie, ed è facile ipotizzare che – almeno per i reati come la frode nelle pubbliche forniture, truffa e omissioni varie – si arrivi alla prescrizione ben prima che l’ipotetico processo di primo grado possa essere definito con sentenza.
Tra gli imputati ci sono anche due grandi accusati nel processo all’ex commissione Grandi rischi, poi assolti in appello e in Cassazione, Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento, e Gian Michele Calvi, progettista e direttore dei lavori. (r.p.)
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