E a Pizzoli si fa lezione nel Campus dissequestrato
PIZZOLI. Le scuole sono tutte inagibili. E allora il sindaco porta tutti a fare lezione nel contestato Campus universitario “Giulia Carnevale”, sequestrato e poi dissequestrato e finito al centro di...
PIZZOLI. Le scuole sono tutte inagibili. E allora il sindaco porta tutti a fare lezione nel contestato Campus universitario “Giulia Carnevale”, sequestrato e poi dissequestrato e finito al centro di un procedimento penale ancora non definito. La decisione del trasferimento, alla luce delle scosse del 18 gennaio, è stata presa mesi fa dal consiglio comunale. Maggioranza e opposizione insieme. Accade a Pizzoli.
Il primo cittadino Giovannino Anastasio ha detto a chiare note al premier Gentiloni «mai più otto anni di attesa per ricostruire una scuola». I sindaci, in attesa dell’ordinanza per la definizione del complesso problema dei paesi appartenenti al cratere sismico di due terremoti, con norme diverse, sono impegnati sul fronte delle scuole.
«La nostra situazione», spiega Anastasio, «non è certamente come quella di Amatrice, Accumoli, Norcia, Arquata, ma una casa danneggiata inagibile tanto lo è qui tanto lo è lì. Anzi, lì hanno donazioni, riflettori puntati e lo Stato presente, qui da noi invece avvertiamo un senso di abbandono. Bisogna parlare chiaro. Non bisogna aspettare che muoia la gente per muoversi e fare qualcosa. Servono interventi su scuole ed edifici strategici, per evitare che possa succedere ancora qualcosa di grave».
Il sindaco fa il punto. «Municipio inagibile, farmacia inagibile, caserma dei carabinieri inagibile, scuola con 400 ragazzi inagibile, che va abbattuta e ricostruita. Per questo i ragazzi sono nel Campus. Se lo Stato ha procedure più veloci si accomodi pure. La scuola di Capitignano è stata finanziata con fondi 2009 e aperta 8 anni dopo. Noi non possiamo permetterci altri sei anni. Un anno, massimo un anno e mezzo. Se si parte subito la gente ha speranza. Altrimenti la diaspora continuerà».(e.n.)
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