E alla clinica Di Lorenzo sospesi 104 stipendi

20 Ottobre 2018

Taglio di 600mila euro dalla Regione, allarme per i lavoratori. Gentile: «Illegittimo, siamo vessati»

AVEZZANO. Sospensione degli stipendi per 104 lavoratori della clinica Di Lorenzo di Avezzano. Alla base della situazione di allarme, resa pubblica da Maurizio Gentile, collaboratore della direzione e responsabile del personale della casa di cura, c’è una decurtazione di pagamenti della Regione (circa 600mila euro), conseguenza dell’applicazione di una delibera di giunta regionale «in netto contrasto con tutte le norme nazionali e con la vigente legge regionale che disciplina l’attività delle strutture pubbliche e private». Ieri la proprietà ha messo al corrente della situazione anche i sindacati. E la Uil Fpl ha chiesto un incontro urgente alla proprietà per discutere della sospensione del pagamento delle retribuzioni e per trovare una soluzione. È impossibile ormai gestire i ricoveri», spiega Gentile, «e garantisco che è impossibile soddisfare le nuove condizioni di erogazione che la Regione, con la delibera 611 del 2017, vorrebbe imporre».
La clinica ha annunciato una serie di azioni contro Regione e Asl. «Si pretende», afferma ancora Gentile, «che ogni giorno vengano operati pazienti di tutte le discipline, con l’aberrante risvolto che all’interno delle sale operatorie dovremmo mischiare pazienti con interventi diversi. Dovremmo inoltre rinviare in continuazione ricoveri programmati per indisponibilità di posti letto che invece sono disponibili, autorizzati e perfettamente coperti dal personale necessario». Secondo la clinica, inoltre, «tutto ciò è in contrasto con le leggi vigenti e con le regole di buona gestione di una struttura sanitaria. Essendoci rifiutati di creare continui disagi e di far correre rischi ai nostri pazienti, il risultato è che ci siamo visti decurtare ingenti somme di fatturato». La direzione della casa di cura sta valutando importanti azioni nei confronti della pubblica amministrazione che «con tale atteggiamento ingiustificatamente vessatorio rende estremamente difficoltosa l’attività della struttura mettendo a rischio prestazioni per i pazienti e posti di lavoro, oltre a provocare l’ennesimo aumento di mobilità passiva a carico della Regione, perché i pazienti che non possono essere assistiti migrano verso altre Regioni nei cui confronti aumenta il già consistente debito dell’Abruzzo. Nulla sarà lasciato al caso», conclude Gentile, «agiremo in tutte le più opportune sedi per ottenere il rispetto della legge ma soprattutto dei diritti degli erogatori sanitari, dei pazienti e dei lavoratori». (p.g.)
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