E anche il consiglio fa sentire la sua voce

Gli esponenti di maggioranza e opposizione uniti: mostrati in aula manifesti di sdegno e solidarietà
L’AQUILA. Tutti in piedi con gli stessi cartelli che in questi giorni hanno tappezzato i muri della città: il consiglio comunale come le strade dell’Aquila. L’assemblea civica che si è riunita ieri mattina nel palazzo dell’Emiciclo si è conclusa così: con gli eletti di maggioranza e opposizione fotografati in piedi, davanti ai banchi, e nelle mani i manifestini con le frasi simbolo della protesta. Lo sdegno contro la sentenza che ha assegnato il 30% della colpa alle vittime del crollo di via Campo di Fossa unisce tutti i fronti della politica, come è giusto che sia.
«L’iniziativa materialmente è partita dai consiglieri di opposizione», spiega Lorenzo Rotellini della lista civica di opposizione L’Aquila coraggiosa, «stampando cartelli per tutti, in modo che fosse una manifestazione di tutti e non solo di una parte politica. Era importante dare un segnale unitario su una vicenda che coinvolge ognuno di noi: un messaggio importante, bello e forte, affinché tutto il consiglio comunale, in quanto espressione della città, si stringesse ai parenti delle vittime e alla città stessa. Non è stato votato un ordine del giorno di adesione alla manifestazione di domenica, ma è come se fosse stato fatto».
Dall’altro lato Alessandro Maccarone, esponente della Lega, sottolinea «l’adesione convinta di tutte le forze politiche concordata con la presidenza del consiglio comunale, per dare un messaggio forte, chiaro e unitario, al di sopra delle parti politiche che ognuno di noi rappresenta, sulla sentenza di pochi giorni fa».
Prima della manifestazione di protesta contro la sentenza choc, il consiglio comunale tra gli altri provvedimenti ha approvato la delibera che autorizza la rinegoziazione dei mutui con la Cassa depositi e prestiti per l’anno in corso, e l’utilizzo di un avanzo di amministrazione per diversi interventi, tra cui la realizzazione di un parco inclusivo nella zona di San Francesco.
Il consiglio ha infine approvato un ordine del giorno, che aveva come prima firmataria Stefania Pezzopane (Pd) ed è stato sottoscritto da tutti i gruppi, che ha espresso condanna per le violenze in Iran e la repressione in seguito della morte di Mahsa Asini, la giovane arrestata, e in seguito morta, per non aver indossato correttamente il velo. Il documento invita il sindaco Pierluigi Biondi e la sua giunta a esprimere la vicinanza alle vittime della repressione e a sollecitare il governo italiano in questo senso. (a.r.)

