E arriva anche una delibera che assegna 82 milioni

13 Giugno 2015

SULMONA. Con la delibera approvata ieri all’unanimità dalla giunta regionale tematica in trasferta all’Abbazia, Sulmona e la Valle Peligna diventano «un’area di confine». Dietro l’espressione...

SULMONA. Con la delibera approvata ieri all’unanimità dalla giunta regionale tematica in trasferta all’Abbazia, Sulmona e la Valle Peligna diventano «un’area di confine». Dietro l’espressione burocratica si cela il riconoscimento di un regime derogatorio (cioè di una serie di deroghe e eccezioni) al territorio da anni in crisi.

La delibera recita “Sulmona e il Centro Abruzzo: i punti di forza e di debolezza con riferimento ai diversi servizi di cui ha bisogno la persona per essere sicura e progredire dal punto di vista del benessere sociale, economico e territoriale”. Si tratta in sostanza di una sorta di rendiconto delle risorse già assegnate e di quelle che lo saranno al Centro Abruzzo.

In particolare si fa riferimento a 82 milioni di euro investiti sulla cultura (l’Abbazia celestiniana), il progetto Capograssi sui sistemi informativi e sul processo telematico, sulla viabilità, la mitigazione del rischio idrogeologico e simico, l’edilizia pubblica (le scuole) e la Protezione civile; a cui si aggiungono i 2,5 milioni di euro per la residenza sanitaria di Pratola e i 22 milioni per il bacino sciistico dell’Alto Sangro. «Una lettura differenziata di questa parte del territorio regionale» afferma il presidente della giunta regionale D’Alfonso «che permetterà alla Valle Peligna di non essere schiacciata dal peso inesorabile dei numeri che in tutti questi anni hanno portato al depauperamento del territorio, ma, diversamente, considerata e valutata in base alla sua diversità, legata inevitabilmente alla storia di questa regione. È un riconoscimento importante, figlio di un’operazione politico-amministrativa nuova, che ha precedenti solo in Lombardia quando furono pensati regimi derogatori per le valli del Bergamasco».

Lo speciale regime per la Valle Peligna interessa naturalmente anche i servizi sanitari sul territorio, che si candida a diventare polo di eccellenza dell’Ortopedia.

Come confermato dall’assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci. «Questa delibera ci permette di aprire un confronto a tutto campo sull’offerta sanitaria e socio-sanitaria» dice «e proprio facendo leva su questa specificità abbiamo individuato il presidio ospedaliero sulmonese come Polo ortopedico in ragione anche delle potenzialità di sviluppo legate al turismo invernale nell’area peligno-sangrina che conta un accesso di 780mila turisti l’anno. Inoltre, sempre in quest’area, abbiamo voluto individuare come tema significativo la solitudine degli anziani nel futuro». (f.p.)

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