E Braca “promuove” Giulianova e L’Aquila

12 Novembre 2022

L’AQUILA. Lontano dall’Abruzzo da anni, Paolo Braca segue le vicende del nostro calcio da Cava de’ Tirreni dove ha chiuso la carriera di calciatore prima e di allenatore poi. E la sfida in atto tra...

L’AQUILA. Lontano dall’Abruzzo da anni, Paolo Braca segue le vicende del nostro calcio da Cava de’ Tirreni dove ha chiuso la carriera di calciatore prima e di allenatore poi.
E la sfida in atto tra Giulianova e L’Aquila ai vertici del campionato regionale di Eccellenza lo avvince perché Braca calcisticamente è nato al Rubens Fadini, quando il rettangolo di gioco era disegnato su terra battuta.
Nel 1963, però, la sua vita cambiò di colpo grazie al trasferimento all’Aquila (serie C di allora), dove giocò per tre stagioni mettendosi in evidenza. Da lì, a seguito di una partita amichevole con il Napoli, nel corso di un ritiro in Abruzzo, fu acquistato dalla società partenopea per giocare in serie A insieme a Sivori e poi rimase a lungo ad alti livelli con il Catanzaro. In carriera ha collezionato complessivamente 57 presenze e una rete in serie A e 199 presenze e 10 reti in serie B. Ha giocato anche con la Spal e la Pro Cavese, di cui è stato allenatore.
Della permanenza per tre anni nel capoluogo abruzzese Braca parla ancora con entusiasmo: «È stato per me un periodo eccezionale. Difficile non ricordare gli anni passati all’Aquila, dove ho trovato gente seria e una società ben inquadrata. A quei tempi il rugby la faceva da padrone, ma anche ad assistere alle nostre partite veniva molta gente. Mi sono trovato davvero bene».
Oggi, però, proprio L’Aquila e Giulianova stanno combattendo per il primato nel loro campionato. Sono in testa con 28 punti e con la terza che viaggia a 5 punti di distacco.
Questo il pensiero di Braca: «Sulla carta, leggendo i nomi e conoscendo alcuni giocatori, la squadra dell’Aquila appare meglio attrezzata soprattutto sul piano dell’esperienza. Il Giulianova dalla sua ha la gioventù e forse anche la maggiore forza fisica, accompagnata da grande determinazione. Non è facile giudicare anche perché non ho visto mai giocare sia l’una che l’altra. Però entrambe stanno dando il meglio».
Per chi fa il tifo Braca? L’ex giocatore del Catanzaro accenna un sorriso e dice: «Sono giuliese di nascita e di famiglia, quindi nel mio cuore ci sono sempre stati i colori giallo e rosso che ho ritrovato per tanti anni a Catanzaro. Dell’Aquila ho un ottimo ricordo. È la città che mi ha dato tanto e che si è rivelata il trampolino di lancio per la mia carriera quando avere successo nello sport non era cosa facile. Scegliere non è semplice. Se dipendesse da me promuoverei in serie D sia il Giulianova che L’Aquila».
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