E Cialente scrive a Delrio: atto gravissimo

6 Marzo 2017

Il primo cittadino accusa il governo di irresponsabilità e parla di un danno enorme per il territorio

L’AQUILA. Ha già mandato un messaggio al ministro dei Trasporti Graziano Delrio. E sta scrivendo la lettera ufficiale. Il sindaco Massimo Cialente, che sul Gran Sasso ci ha sempre messo la faccia e che rivendica i 40 milioni trovati per lo sviluppo della montagna aquilana, si dice «indignato» per l’atto con cui l’Ustif ha disposto la chiusura della seggiovia delle Fontari. «Un altro segnale dello sgretolamento dello Stato e un danno enorme per il nostro territorio».

Sindaco, cosa ne pensa della decisione presa dall’Ustif?

«Un provvedimento gravissimo, per cui non posso che essere indignato. L’Ustif dispone la chiusura della seggiovia senza effettuare alcuna verifica in loco, senza contattare il direttore d’esercizio, senza telefonare all’amministratore unico del Ctgs. Hanno fatto la stessa cosa a Roccaraso. Il solito atteggiamento di chi si mette al sicuro, scaricando su altri le responsabilità. È come se io dicessi: domani chiudo le scuole, perché potrebbe nevicare. Inaccettabile».

Ha già in mente cosa fare?

«Ho mandato immediatamente un messaggio al ministro Delrio e ora sto scrivendo una nota ufficiale in cui manifesto tutta la mia contrarietà, in quanto vedo dietro l’atto dell’Ustif una responsabilità politica indiretta del governo. Quello che sta succedendo nel nostro territorio dà l’idea dello spappolamento dello Stato con cui stiamo facendo i conti: prima la Commissione Grandi Rischi che lancia l’allarme Vajont, senza neanche chiederci scusa. Poi la vicenda della vulnerabilità degli edifici scolastici, per cui non danno risposte. E ora la chiusura della stazione sciistica aquilana. Il tutto, in barba alla crisi drammatica di un comprensorio che sta facendo i salti mortali per ricostruirsi un’immagine. Purtroppo, questo è un Paese dove ognuno fa ciò che vuole, senza pensare ai danni enormi che si possono causare».

C’è chi paventa la morte del Gran Sasso....

«Sono quelli, come il consigliere comunale Guido Liris, che oggi si sbraccia per la montagna aquilana, dimenticando che il suo partito ha votato per cancellare dal piano triennale il progetto per Montecristo. Stessa cosa per i rappresentanti del comitato #SaveGranSasso, che reclamano il pasto senza aver preparato la tavola. Io sono anni che mi batto per lo sviluppo del Gran Sasso, ho trovato 40 milioni, ho chiesto le dimissioni di tutto il Parco, sono stato bersagliato e ho rischiato anche di perdere la mia maggioranza. Ci sono i soldi per le nuove Fontari e per i sottoservizi, ma è tutto bloccato perché le Regioni, compresa quella del Lazio, non autorizzano il Piano d’area. Voglio proprio vedere come si comporteranno, in questa campagna elettorale, coloro che mi hanno sempre messo i bastoni tra le ruote. Vediamo in quanti, se necessario, saranno disposti a incatenarsi con me davanti alla sede del Parco». (r.s.)

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