E cresce il grido dei disperati La Caritas: 40% d’aiuti in più

21 Novembre 2020

Negozi chiusi, padri senza lavoro e tante famiglie che non arrivano a fine mese Don Dante: «A settembre siamo intervenuti per acquistare libri scolastici»

L’AQUILA. C’è una lotta silenziosa dietro l’emergenza Covid. Delle tante famiglie che non arrivano a fine mese, degli artigiani che hanno chiuso bottega, dei padri che hanno perso il lavoro. Ed è una fila mesta e dolorosa, quella che si forma, ogni lunedì, mercoledì e venerdì, davanti alla sede della Caritas di Coppito. Uomini e donne che cercano non solo qualcosa da portare in tavola per superare le difficoltà del momento, ma un briciolo di conforto. Un sorriso in più, anche dietro la mascherina. Uno sguardo di sostegno, che dia la forza di andare avanti.
Don Dante Di Nardo, direttore della Caritas dell’Aquila, ci racconta una realtà cruda, fredda quasi al pari delle corsie di ospedale. Dolore che si mescola a dolore.
«Le richieste di aiuto», afferma don Dante, «negli ultimi mesi sono cresciute del 40%. Molte famiglie cercano un sostegno economico perché proprio non ce la fanno ad andare avanti, a pagare l’affitto o a far fronte alle bollette, persino ad acquistare medicinali».
La platea dei nuovi poveri si sta allargando a macchia d’olio. E così capita che alla porta della Caritas bussino anche commercianti e artigiani, un tempo il tessuto florido della città, nuclei monoreddito, che per qualche mese hanno percepito solo il sussidio della cassa integrazione e pensionati, tanti, soli.
«La situazione è pesantissima», dice don Dante, «durante la settimana solitamente diamo sostegno, con la distribuzione dei pacchi di generi alimentari, ad almeno un centinaio di famiglie. Ma le richieste si sono moltiplicate. C’è chi non riesce più a pagare le bollette e chi non ha soldi per recarsi in farmacia ad acquistare medicinali essenziali».
Il Covid ha colpito duro e continua a mietere vittime. Ad ogni negozio chiuso, ad ogni attività ridotta corrisponde una famiglia aquilana da sostenere, anche se in misura diversa. «A settembre», racconta don Dante, «siamo dovuti intervenire, in molti casi, per l’acquisto dei libri scolastici per le superiori. Tanti mesi di fermo e di chiusure hanno prodotto effetti economici devastanti».
E poi ci sono le persone che vivono sole, gli anziani, i malati che a causa del Covid non possono uscire. «Un altro tipo di aiuto», prosegue don Dante Di Nardo, «che in questo momento risulta essenziale. Portiamo medicine e viveri a chi non può uscire di casa, a chi non sa come raggiungere la farmacia più vicina per acquistare beni di prima necessità».
I volontari Caritas, una quindicina in tutto, ci sono sempre. La loro è una presenza costante, ma da soli rischiano di non farcela.
«Spero che tutti gli aquilani ci diano una mano, con donazioni spontanee per creare una rete solidale, in un periodo così buio, ma soprattutto che aprano uno sportello Caritas in casa, facendo qualcosa per i vicini», l’appello di don Dante, «che siano attenti alle esigenze del proprio quartiere o del palazzo in cui abitano. Che rivolgano lo sguardo ai più bisognosi, a chi è solo o malato. Carità e solidarietà: questo deve essere lo spirito del Natale, quest’anno più che mai».
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