E Di Cintio cerca cento idee per la città

Il candidato Psi lancia la campagna d’ascolto: «Mi ispiro a Spallone e alla sua storica trasmissione»
AVEZZANO. Raccogliere cento idee per la città. L’associazione “Il coraggio delle idee” apre la campagna di ascolto attraverso il sito internet www.ilcoraggiodelleidee.it per costruire l’agenda di governo, condivisa dalla lista con alla guida Sergio Di Cintio, consigliere nazionale del Psi, che punta a diventare «il Mario Spallone del nuovo millennio».
«Con l’associazione», afferma l’ingegnere Di Cintio, «abbiamo deciso di riportare il format, con l’ausilio della nuova tecnologia, della trasmissione televisiva con l’ex sindaco di Avezzano, Spallone, dove l’idea di base era, ed è per noi rimasta, l’ascolto dei cittadini, cercando di risolvere i problemi dei vari quartieri. Questa operazione di memoria, rilanciata dalle urgenze del tempo presente, non può prescindere dall’ascolto e dalla condivisione per dare le giuste soluzioni: un processo democratico, un dialogo civile, che mira a coinvolgere tutti i cittadini».
Di Cintio, quindi, parte dall’ascolto dei cittadini, lasciando agli altri il balletto delle alleanze. «L’attenzione e la polemica», aggiunge, «sembrano concentrarsi quasi esclusivamente sul dibattito delle alleanze, noi invece vogliamo costruire un progetto nuovo, con uno sguardo verso il futuro, senza dimenticare le nostre radici. Un progetto che non lasci fuori nessuno». Spazio alla proposta popolare, quindi, attraverso la rete. «Stiamo dando un’alternativa a tutti i cittadini che non si sentono rappresentati adeguatamente e sono stanchi di rimanere a guardare», sottolinea, «a chi ha voglia di progresso e vuole dare una chance ai propri figli».
L’ambizione, quindi, è quella di partire dalla raccolta di idee per costruire una coalizione. «Il nostro modello è quello di un buon governo di città», prosegue Di Cintio, «portato avanti da una pluralità di forze che ha come fine il bene comune dei cittadini, attraverso la rappresentanza di tutte le forze sociali. Abbiamo in mente un concept urbanistico della città che parte dalle frazioni passando per le periferie per arrivare in centro: un ambiente adatto a ogni fase della vita senza trascurare le aree commerciali, agricole e industriali. La città ha bisogno di luoghi di aggregazioni per giovani e anziani, agendo sui quartieri che stanno diventano sempre più dormitorio, portando servizi e rinnovamento, riutilizzando le strutture comunali in disuso, per esempio col coworking. Vogliamo raccontare le nostre radici, la nostra storia, con la valorizzazione del patrimonio e del paesaggio, attraverso l’arte e l’architettura». (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

