E domani all’Aquila manifesteranno anche gli avvocati

SULMONA. Non ha fatto in tempo a unirsi il fronte del no alla chiusura del punto nascita che – alla vigilia del consiglio comunale straordinario dell’Aquila – arrivano le prime divisioni. Alla base...
SULMONA. Non ha fatto in tempo a unirsi il fronte del no alla chiusura del punto nascita che – alla vigilia del consiglio comunale straordinario dell’Aquila – arrivano le prime divisioni. Alla base del contrasto c’è l’azione dimostrativa, suggerita ai promotori dell’occupazione dell’aula consiliare, che hanno bruciato il decreto 10 del 2015 con cui il commissario-governatore Luciano D’Alfonso ha disposto la chiusura dei punti nascita di Sulmona, Ortona, Atri e Penne. E mentre sui social network si accende il dibattito, prende le distanze anche il Pd.
«Con profonda amarezza prendiamo atto delle malsane e deleterie azioni del consigliere La Civita che sta strumentalizzando una battaglia, per un solo tornaconto politico personale» accusano dalla segreteria «rompere il fronte comune, prima del consiglio comunale all’Aquila, è un atto di irresponsabilità gravissimo che assolutamente non tolleriamo. Non esistono interessi personali quando ci sono le ragioni del territorio».
Intanto, aumentano le adesioni al consiglio che si terrà domani alle 14 alla villa comunale dell’Aquila, in contemporanea a quello regionale. Parteciperanno gli avvocati sulmonesi, con un pullman che sta organizzando l’Ordine forense, i Comitati per l’ambiente che invitano alla lotta.
Mentre il ricercatore Aldo Ronci ricorda la deroga concessa a quattro reparti in Toscana, i promotori della protesta - all’undicesimo giorno di occupazione dell’aula consiliare – hanno fatto tappa ieri sera a Pratola per un’assemblea territoriale.
Intanto, anche il comitato pro ospedale di Tagliacozzo si schiera al fianco del comitato contro la chiusura del punto nascita di Sulmona annunciando che parteciperà alla manifestazione che si terrà domani all’Aquila.
Federica Pantano
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