E dopo il nubifragio i vigili dirottati sugli allagamenti

5 Agosto 2020

Lo sforzo delle centinaia di persone premiato dalle precipitazioni abbondanti Oggi le verifiche della Protezione civile e la stima più dettagliata dei danni

L’AQUILA. Alla fine l’acqua tanto invocata è arrivata. Dopo sei giorni in cui l’incendio sembrava aver avuto la meglio, nonostante le tante forze messe in campo dai soccorritori, il nubifragio che dopo le 19 si è abbattuto sulla città ha rallegrato gli animi, ma anche provocato allagamenti e trasformato alcune strade in torrenti, come via Antica Arischia e via del Castelvecchio, dove fino a poco prima i residenti pensavano di trascorrere un’altra notte con le fiamme paurosamente vicine. Diverse squadre dei vigili del fuoco sono state dirottate verso le zone allagate. Ma intanto la città intera ha tirato un sospiro di sollievo. La situazione appariva già più tranquilla prima dell’arrivo della pioggia.
«Il fronte di Cansatessa è ormai quasi chiuso», aveva spiegato a fine giornata il sindaco Pierluigi Biondi, «e resta ancora critica solo l’area di Monte Pettino. Ma l’abbassamento delle temperature e le previsioni su probabili temporali ci fanno ben sperare». Ieri il personale impiegato nelle operazioni di spegnimento è stato potenziato, dopo che il fronte del fuoco aveva ripreso vigore nella notte, spostandosi verso Est, in direzione San Giuliano: 100 vigili, 60 militari, 60 uomini della Protezione civile, 25 operai del Comune. E sono stati attivi per tutta la giornata 6 Canadair, di cui 4 impegnati a Pettino, e 5 elicotteri. In mattinata erano comunque arrivate rassicurazioni per le abitazioni a ridosso dei roghi: «Al momento non ci sono situazioni di pericolo per la popolazione», il comunicato dal comando generale dei vigili del fuoco, «con le squadre che presidiano i centri abitati più prossimi ai fronti di fuoco». Anche il dirigente della Protezione civile della Regione Silvio Liberatore aveva sottolineato che «non ci sono rischi per le case di Pettino, le fiamme distano almeno 200 metri e c’è personale in loco per qualsiasi emergenza». Ieri un uomo che si era unito ai soccorritori per dare un contributo si è ustionato una mano, senza gravi conseguenze. Un episodio su cui ha fatto leva il sindaco Biondi anche per replicare alle contestazioni che hanno accompagnato la sua ordinanza: «Una persona che si è addentrata nel bosco di monte Pettino con il nobile intento di dare una mano», ha detto Biondi, «è rimasta ustionata, spero non gravemente. Sono proprio questi gli episodi che ho cercato di scongiurare con l’ordinanza di divieto di accesso ai singoli gruppi che non sono specializzati. È stato soccorso dai medici degli alpini, distogliendo il personale impegnato sull’ incendio».(r.s.)
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