E dopo la Cassazione rischia 20 anni di carcere

15 Dicembre 2019

Incombe anche l’obbligo di dover pagare subito 120mila euro di provvisionali alle parti civili

L’AQUILA. Come e perché i giudici ritengano che don Paolo Piccoli sia l’assassino dell’anziano sacerdote Giuseppe Rocco, e lo abbia ucciso strozzandolo, lo sapremo tra novanta giorni quando verranno depositate le motivazioni.
Un atto molto importante e forse decisivo per la sorte giudiziaria del prete veronese, in quanto da quelle parole dipende la tenuta dell’impianto accusatorio. Qualora la condanna a 21 anni e mezzo (il pm ne aveva chiesti 22) venga motivata in modo inappuntabile, passando poi indenne il vaglio dell’appello e della Cassazione, per il presbitero in quiescenza della diocesi aquilana si aprirebbero le porte del carcere; e sarebbe il secondo prete condannato in via definitiva negli ultimi anni dopo il caso del congolese Gratien Alabi, conosciuto nella sua comunità aretina come padre Graziano, che finì nei guai per aver ucciso una donna con cui aveva una relazione e averne soppresso il cadavere.
Si tratta, per ora, solo di ipotesi lontane dal concretizzarsi, ma è anche vero che il collegio della Corte di Assise di Trieste, formato da Filippo Gullotta presidente, Enzo Truncellito, togato a latere e da otto giudici popolari, ha letto la sentenza dopo sole tre ore di camera di consiglio, fatto che starebbe a indicare una radicata convinzione di una scelta davvero importante.
Ma se questi rischi sono tutti teorici, sul prete condannato incombe lo spettro del pagamento dei risarcimenti che comunque saranno definiti, se colpevole in un separato giudizio.
Ma le provvisionali, ugualmente disposte dal collegio, vanno pagate subito visto che sono immediatamente esecutive.
Si tratta, complessivamente, di 120mila euro riconosciuti alle tre parti costituite, ovvero i familiari di monsignor Rocco. All’imputato sono state altresì attribuite le spese di giudizio oltre a essergli stata inflitta la sanzione non secondaria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Spetta ora agli avvocati difensori Stefano Cesco e Vincenzo Calderoni dimostrare che la morte di Rocco, 5 anni fa, fu per cause naturali e, comunque, non provocata da Piccoli.
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