E già si profilano possibili ricorsi da parte degli esclusi

11 Dicembre 2018

L’AQUILA. I nomi dei nuovi titolari dei due uffici speciali per la ricostruzione non sono ancora ufficialmente noti, ma all’orizzonte già si profilano polemiche e possibili ricorsi per via...

L’AQUILA. I nomi dei nuovi titolari dei due uffici speciali per la ricostruzione non sono ancora ufficialmente noti, ma all’orizzonte già si profilano polemiche e possibili ricorsi per via amministrativa da parte dei potenziali esclusi. Tutto ruota intorno a un quesito: le persone “papabili” hanno i requisiti di legge per fare i titolari dei due uffici speciali? La vicenda è molto complicata anche per interpretazioni della norma che non sembrano univoche. Per fare un esempio: tra i requisiti occorre essere stati direttori di progetto mentre alcuni dei candidati sono stati “solo” direttore di procedimento (una differenza, pare, non secondaria) e bisogna aver diretto un ufficio (come avevano fatto gli ex direttori Usra e Usrc, Paolo Esposito e Paolo Aielli, che venivano da esperienze in aziende pubbliche e private). Per questo sarebbero già pronti ricorsi da parte di persone che sarebbero state escluse e che invece ritengono di avere requisiti. Per riepilogare: il titolare dell’ufficio speciale dell’Aquila è nominato con decreto del presidente del Consiglio ma d’intesa con il sindaco dell’Aquila (o nel caso dell’Usrc, che ha sede a Fossa, con i sindaci del cratere). La scelta dev’essere fatta in base a una valutazione comparativa e il candidato dev’essere in possesso dei seguenti requisiti: avere una formazione tecnica economica; avere già ricoperto ruoli di dirigente di direzione generale o direzione di progetti; possedere competenze di tipo “gestionale generale” con attitudine alla pianificazione, efficienza/efficacia dei processi, controllo e rendicontazione dell’operato e alla negoziazione. Inoltre, chi viene nominato dev’essere un soggetto già dotato di una corposa esperienza come dirigente di direzione generale o direttore generale (facilmente rinvenibile nell’area della pubblica amministrazione) oppure direttore di progetto nel senso di direttore di progetti complessi (facilmente rinvenibile nella parte privato-manageriale) per mantenere un’analogia “logica” coi requisiti di dirigente di direzione generale. Secondo alcune interpretazioni, invece, si starebbe andando a scelte di persone che non avrebbero i requisiti richiesti. Il problema non è solo tecnico-amministrativo. Eventuali ricorsi rischiano di allungare i tempi delle nomine a scapito della continuità della ricostruzione. (g.p.)