E gli egiziani sono diventati “padroni” delle frutterie

20 Novembre 2016

Il 70% degli esercizi è in mano ai nordafricani. Quasi sempre aprono alle 7 del mattino e chiudono in tarda serata

AVEZZANO. Se da un lato ci sono i cinesi che gestiscono una buona fetta del commercio di utensili e prodotti per la casa, dall’altro ci sono gli egiziani che invece hanno preso il sopravvento sul mercato di frutta e verdura. Gestiscono il 70 per cento delle frutterie della città e mettono in bella mostra mele rosse e frutti tropicali per attirare i clienti. Prezzi competitivi e orari molto comodi per chi lavora fanno sì che i negozi di frutta e verdura di egiziani siano ovunque. Non solo Avezzano ma anche i centri più grandi della Marsica hanno almeno un paio di questi gran bazar che aprono alle 7 del mattino e chiudono in tarda serata. I problemi, come sempre, non mancano. Quello più sentito riguarda l’occupazione del suolo pubblico e l’esposizione su strada della frutta che spesso spinge i residenti a chiedere controlli più serrati da parte della Polizia locale. «Va chiarito un concetto», ha spiegato il comandante della Polizia locale, Luca Montanari, «non è vietato dalla legge esporre la frutta e la verdura in strada. C’è una sentenza della Corte di Cassazione su un caso specifico: un ambulante che vendeva cocomeri sotto un cavalcavia. In quel caso la frutta esposta costituiva un reato perché si contaminava con lo smog essendo esposta al traffico. Nel caso nostro, invece, no. Non solo gli egiziani ma anche i commercianti italiani sistemano la frutta all’aperto ma per asserire che sia contaminata c’è bisogno di un controllo specifico che è di competenza della Asl e non nostro». L’invasione dei venditori di frutta e verdura spesso crea anche dei problemi alla viabilità locale. In diverse zone, infatti, le cassette con le arance e l’insalata sono posizionate direttamente sui marciapiedi e i passanti per transitare sono costretti a fare lo slalom camminando anche in strada. «Riceviamo moltissime segnalazioni per questo problema e facciamo tanti controlli»", ha continuato Montanari, «verifichiamo che venga pagata l’occupazione del suolo pubblico e se non stanno in regola li multiamo. Essendo la multa di soli 100 euro, però, e non prevedendo il sequestro della frutta o altre sanzioni, i commercianti non richiedono l’occupazione del suolo pubblico ma aspettano il controllo e pagano certi che non gli succederà nulla». Molto spesso l’invasione di frutta e verdura avviene negli spazi condominiali, ma i residenti chiedono comunque l’intervento della Polizia locale non riuscendo a risolvere il problema. «Riceviamo decine di segnalazioni per l’occupazione di aree private», ha concluso il comandante, «ma quando arriviamo sul posto non possiamo fare nulla. C’è una legge del 2012 che permette agli amministratori di sanzionare chi all’interno del palazzo commette delle irregolarità. La multa può arrivare fino a 800 euro che poi devono essere utilizzati per delle migliorie nel condominio. Consiglio agli amministratori di applicarla».(e.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA