E il caso-maternità mette a rischio la giunta di Scanno

5 Aprile 2015

SCANNO. Non passa in consiglio comunale l’ordine del giorno a favore del punto nascita di Sulmona, che spacca l’amministrazione municipale e rischia di sfiduciare il sindaco Pietro Spacone. Artefice...

SCANNO. Non passa in consiglio comunale l’ordine del giorno a favore del punto nascita di Sulmona, che spacca l’amministrazione municipale e rischia di sfiduciare il sindaco Pietro Spacone. Artefice della mancata approvazione del documento presentato in aula dal consigliere comunale Luca Silvani è stato Amedeo Fusco che, pur sedendo sulla poltrona di presidente dell’assemblea civica, al momento della votazione ha abbandonato la sala facendo decadere la riunione. In aula è mancato il numero legale, vista solo la presenza del consigliere Silvani e del sindaco Spacone. Per le minoranze presente Giammarco Patrizio. «Chi è chiamato a rivestire una carica pubblica deve avere anche il coraggio del dissenso» commenta il consigliere provinciale e comunale Fusco «poichè sarebbe stato facile unirsi e confondersi con la protesta, ma il senso di responsabilità mi porta a sostenere che prima del diritto a nascere la politica deve garantire il diritto alla sicurezza e all’assistenza di mamme e bambini. Non mi sono mai tirato indietro dalle battaglie a difesa del territorio, anche a rischio di isolarmi dal coro, e non credo che possano esserci problemi in seno all’amministrazione che, ne sono certo, sarà al mio fianco nel proporre Sulmona a sede dell’elisoccorso regionale».

A chiedere che il reparto ospedaliero di Sulmona resti operativo è stato l’ex vice sindaco di Scanno. «Nel documento di riorganizzazione dei punti nascita dell’Agenzia sanitaria regionale» scrive Silvani «quello di Sulmona è indicato tra quelli da mantenere attivi con deroga al principio dei 500 parti l’anno per fattori strettamente orografici del territorio legati alla necessità di garantire adeguati tempi di percorrenza».

Ma a prevalere è stata la volontà di Fusco, esponente anche del Pd abruzzese, che prima della sua uscita strategica dal consiglio ha spiegato le ragioni del proprio sostegno alla decisione del governo regionale di privare il territorio del Centro Abruzzo del punto nascita di Sulmona.

Massimiliano Lavillotti

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