E il Comune intitola una rotonda agli esuli “dalmati e giuliani”
L’AQUILA. Mentre infuria la polemica su “Bella ciao” a scuola, l’amministrazione comunale di centrodestra annuncia per domani alle 15,30, in occasione delle celebrazioni legate al “Giorno del ricordo”...
L’AQUILA. Mentre infuria la polemica su “Bella ciao” a scuola, l’amministrazione comunale di centrodestra annuncia per domani alle 15,30, in occasione delle celebrazioni legate al “Giorno del ricordo” – istituito nel 2004 per «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe» – l’inaugurazione della rotonda “Martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliano-dalmati”. Si tratta della prima rotonda di accesso alla città entrando da Ovest, tra la caserma Pasquali e piazza d’Armi.
Plauso viene espresso dai consiglieri comunali dell’Aquila futura, Luca Rocci e Roberto Santangelo. «Dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale dell’ordine del giorno da noi proposto nella seduta del 15 febbraio 2018, che ha visto l’appoggio anche di altre forze politiche, finalmente con la modifica della toponomastica anche il capoluogo di regione avrà un luogo pubblico in ricordo dell’eccidio degli italiani che vivevano in Istria, Dalmazia e Friuli. Per troppo tempo questa straziante pagina della storia è stata negata e relegata nell’oblio. Oggi, con l’intitolazione di questa rotatoria, si offre la possibilità a coloro che percorrono quotidianamente la statale di riflettere e di non rimanere, si spera, indifferenti di fronte a questa tragedia che ha colpito moltissimi italiani al termine della Seconda guerra mondiale. Forse», proseguono Rocci e Santangelo, «non tutti sanno che è stata già intitolata una strada, nella zona di Pettino, a Norma Cossetto, studentessa istriana trucidata dai partigiani titini e dove, come tutti gli anni, andremo a depositare una corona di fiori il 10 febbraio. Ora, con l’intitolazione di questa rotonda ai martiri delle Foibe, sita in prossimità di uno degli ingressi principali in città e nella quale verrà posta una pietra illuminata da faretti tricolore, sarà reso il doveroso omaggio alle vittime italiane di Venezia Giulia e Dalmazia. Anche in Abruzzo e all’Aquila sono giunti numerosi istriani, fiumani e dalmati esuli, costretti ad abbandonare le loro case a causa di un preciso piano di epurazione etnica e nazionalistica».

